Karsten Hamre: Broken whispers

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Ver Sacrum Il nome di Karsten Hamre è sicuramente già noto ai cultori del genere industriale grazie ai diversi progetti che fanno a lui riferimento, dei quali il più conosciuto è certamente quello noto con il nome di Penitent. La musica contenuta in questa nuova produzione, pur rimanendo nell’ambito di una musica industriale cupa ed oscura, tende a distaccarsi dalle atmosfere più piene e spesso pompose del progetto sopra citato, riducendo notevolmente le influenze classicheggianti che in esso sono spesso vistose quando non preponderanti. In quest’opera, la pienezza del suono si riduce notevolmente per dare vita ad un disco più ambientale ma con le influenze rumoristiche tipiche della musica industriale. Per quanto mi riguarda, ho sempre trovato troppo forzosamente barocche le sonorità di Penitent, di conseguenza ritengo che quest’album sia più piacevole e meno artificioso di alcuni lavori precedenti del musicista; in alcuni casi, come nel brano “Fortuna synapsis”, si rischia di cadere nella poco sana, almeno al giorno d’oggi, tentazione di certa new age “spacey” (quella di Albedo 0.39 di Vangelis, per esempio) ma in linea di massima il CD si lascia ascoltare abbastanza volentieri; le strutture classicheggianti non sono del tutto assenti, ma in genere sono poco invadenti tendono ad amalgamarsi con lo sfondo più che spiccare al di sopra di esso. Nel complesso si tratta di una musica lenta e molto scura, tendenzialmente dominata da profondi drones a cui si sovrappongono sonorità tipicamente prive di melodia e, tranne qualche caso, di ritmo. Di certo non si tratta di un disco epocale, sia perché non è particolarmente innovativo o personale, sia perché è presente qualche caduta di tono (penso alla parte ritmica di “Enshrouded land”, veramente poco significativa), però molti brani sono adatti ad un ascolto rilassato, anche perché l’oscurità trasmessa non è quella asfissiante di molti gruppi dark ambient nordici bensì quella pacata e avvolgente del vuoto profondo. Probabilmente da un veterano della scena ci si sarebbe potuti aspettare qualcosa di più ma, in fondo, non si tratta di un disco malvagio.

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