Clan of Xymox: Breaking Point

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Ver Sacrum Nuovo capitolo della discografia dei Clan of Xymox, “Breaking Point” può essere definito come il perfetto punto d’incontro tra le due anime che da sempre caratterizzano il sound della band olandese; limitandoci alle loro produzioni piu’ recenti lo definirei come il disco che unisce le sonorità prevalentemente elettroniche di “Farewell” ed i mood plumbei che caratterizzavano “Notes from the underground”. Il risultato è un disco assolutamente godibile, che pur non dicendo nulla che gli Xymox non abbiano già detto, li conferma come una garanzia per gli amanti della dark-wave piu’ oscura, malinconica ed al tempo stesso ballabile. L’album viene aperto da “Weak in my knees” e “Calling you out”, già note in quanto edite sul singolo che ha preceduto l’album; la prima è ancora stilisticamente riconducibile allo stile di “Farewell”, un hit dalla spiccata attitudine elettro-dance, mentre la seconda mette maggiormente in evidenza le chitarre; decisamente buona la successiva “She’s dangerous” che chiude ottimamente questo trittico iniziale. “Eternally” e “We never learn” sono invece brani cupi ed intimistici che mostrano il lato piu’ dark dei Clan of Xymox, . “Be my friend” rialza i toni e fa da cuscinetto tra le precedenti e le successive “Pandora’s box” e “Cynara” (pregevole quest’ultima), due brani che ridanno un senso al termine “dark”. Per la chiusura del disco si torna a ballare con “Under the wire” (ottima, candidata al ruolo di prossimo hit) e “What’s going on”. Come detto inizialmente, “Breaking Point” è un classico disco “alla Clan of Xymox”, opera non certo epocale, ma che sarebbe ingeneroso archiviare come semplice disco di routine; i fans della band di Ronny Mooring lo apprezzeranno certamente.

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