Deathstars: Termination bliss

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Ver Sacrum Quando ho visto per la prima volta la foto degli svedesi Deathstars e ho saputo che uno di loro è Emil Nödtveidt sono rimasta davvero stupita, difatti si tratta del fratello del ben più famoso Jon (leader e cantante dei black/death metallers Dissection). Sapendo che quest’ultimo è un tipo decisamente poco raccomandabile (ha passato diversi anni in galera per omicidio…) e non particolarmente tollerante (c’è l’ha sempre avuta con gay, extracomunitari ecc. ecc.) non ho potuto fare a meno di domandarmi cosa possa pensare di questo fratellino “degenere”, che più che parente suo pare un consanguineo del signor Marilyn Manson!! Mi chiedo se l’arcigno Jon approva il tipo d’immagine con cui si propongono Emil e compagni, che tutto sembrano tranne che dei veri “machi”, ma d’altronde che altro potevano fare quattro scandinavi dediti all’industrial metal? Se si fossero presentati con due insulsi straccetti addosso e fluenti chiome bionde chi li avrebbe notati? Meglio optare per una bella tintura nera e abiti in PVC, scelta che in effetti si è rivelata alquanto indovinata visto che la maggior parte di quelli che parlano di loro non possono evitare di fare qualche cenno al look che li caratterizza. E la musica, direte voi? A nessuno gliene importa nulla di cosa o di come suonano? Beh, almeno per quanto mi riguarda essa non è certo da porre in secondo piano rispetto al resto, anche perché Termination bliss è un gran bel dischettino che si lascia ascoltare con piacere e riesce subito a far breccia grazie ad un azzeccato mix tra potenza e melodia, per non parlare poi della grandiosa produzione che ne esalta al massimo i suoni (anche se c’è poco da meravigliarsi di questo, dato che un po’ tutti i lavori targati Nuclear Blast hanno tale pregio). Provate a pensare a una band che somiglia a Rammstein, Type O Negative, The Kovenant e Sisters Of Mercy e avrete un’idea di come sono i Deathstars, che ovviamente non inventano nulla di nuovo ma che sono riusciti a creare un amalgama musicale molto ben fatto e adatto sia ai gotici che ai metallari, visto che gli ingredienti giusti ci sono proprio tutti! Un album da non perdere insomma, pieno zeppo di brani orecchiabilissimi e “furbi” che di sicuro spopoleranno nelle discoteche alternative di mezza Europa…

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