Frozen Plasma: Artificial

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Ver Sacrum Album d’esordio per i Frozen Plasma, duo formato dal “master mind” Vasi Vallis (attivo anche come Reaper) e Felix Marc (membro dei Diorama) nelle vesti di vocalist. Come già anticipato dal buon singolo “Hypocrite”, i Frozen Plasma vanno a colmare il vuoto lasciato dallo scioglimento dei Namnambulu (di cui Vasi era uno dei due componenti) all’interno della scena synth-pop; “Artificial” è costituito da 12 tracce che sostanzialmente ripercorrono quello che era lo stile del duo svizzero ma aggiungendo un gusto per atmosfere nostalgiche e malinconiche di matrice fortemente “eighties” (non a caso tra i brani ne troviamo uno intitolato proprio “1980”), che trovano sublimazione nell’ottima “Condensed”. L’album si sviluppa quindi in un’alternanza tra frizzanti momenti dance e ballate malinconiche: se “Hypocrite” (hit assoluto, indubbiamente il brano di punta dell’album) e le varie “Home”, “Crossroads” e “Generation of the lost” proseguono sulla scia tracciata dai Namnambulu, col loro incedere decisamente “dance”, in brani come “A second of life”, “War/Flashbacks” e la già citata “1980”, prevalgono la malinconia e toni intimisti (il lavoro di Marc nei Diorama ha lasciato il segno), fortemente influenzati dalla wave anni’80, traendo ispirazione da gruppi come Alphaville, Twins, Camouflage, ecc.. per una gradevolissima commistione tra cold-wave ed elettro-pop. Il risultato è un album brillante, che si apprezza sempre di piu’, ascolto dopo ascolto, risultando fresco pur affondando le radici nel passato.

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