Mad Sin: Dead moon's calling

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Ver Sacrum Ma che figata il nuovo cd dei Mad Sin, storica band berlinese considerata come una tra le più rappresentative della scena psychobilly… Eh sì, avete capito bene, ho detto proprio “psychobilly”… In effetti noi di Ver Sacrum non ci siamo mai occupati granché di realtà musicali di questo tipo, ma come sapete ci piace “aggiornarci” e soprattutto amiamo parlare anche di quei gruppi che, pur non essendo dediti ad un sound oscuro o malinconico, hanno comunque dei punti di contatto con il “mondo gotico” (mi riferisco in particolare ad un certo tipo di look, alla grafica degli album, ai contenuti dei testi ecc. ecc.). Se non li avete mai sentiti nominare andatevi a guardare la foto di questi bei ceffi e capirete come mai non ho avuto dubbi nell’inserire la recensione di Dead moon’s calling nelle pagine del sito, ma se ciò non dovesse bastarvi vi dirò che talvolta le loro canzoni fanno pensare ai maestri indiscussi dell’horror-punk, vale a dire i Misfits. Ovviamente tale paragone vuole essere solo indicativo, non per niente i Mad Sin sono molto più che “simili a…”, anzi diciamo pure che sono unici nel saper filtrare, rimaneggiare e assemblare un sacco di generi diversi (questi ultimi, infatti, rappresentano per loro materia grezza da plasmare nei modi più curiosi e bizzarri!!). Per spiegare meglio la cosa vi dirò che molti dei pezzi del disco, pur mantenendo una struttura abbastanza fedele al classico stile psycho, sono pieni zeppi di riferimenti ad altri generi, vedi ad esempio “Plastic monsters” (che sembra scritto da un gruppo glam), “To walk the night” (che a tratti ricorda l’attacco di “Personal Jesus” dei Depeche Mode), “Underground” (veloce e tirato quanto un brano hardcore), “Cannibal superstar” (alquanto influenzato dall’hard-rock) e tanti altri ancora. Nel complesso tutti gli episodi inclusi sono molto gradevoli e stupiscono per la grande varietà che li caratterizza: la bravura con la quale la band li ha realizzati, arrangiati e suonati è innegabile, così come la loro originalità e freschezza. Insomma, se avete voglia di ampliare i vostri orizzonti musicali, o se più semplicemente vi va di sperimentare qualcosa di diverso, allora non perdetevi Dead moon’s calling, perché di sicuro non vi deluderà!!

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