Mew: And the glass handed kites

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Ver Sacrum Apprezzate il sound indie/alternative ma siete tra quelli che non ne possono più di ascoltare le decine di giovani band dedite alla brand new wave? O magari appartenete alla categoria di coloro che odiano il nu rock e lo considerano una cosa scontatissima e sorpassata? Beh, sia nel caso che sia vera la prima delle due ipotesi, sia nell’altro, non disperate: a volte esce pure qualche cd che fa per voi, e forse questa è una di quelle… Il nuovo disco dei danesi Mew non fa riferimento a nessuna delle correnti musicali appena nominate, e si fa notare proprio perché sembra ricollegarsi al cosiddetto movimento “shoegaze”. In poche parole And the glass handed kites non ha nulla a che fare con il revival di quanto proposto da certe formazioni degli anni settanta/ottanta, e non è nemmeno una di quelle release che ti colpiscono per l’energia che riescono a trasmettere, piuttosto direi che si tratta di un insieme di pezzi dalla forte impronta melodica, caratterizzati da atmosfere rarefatte e sognanti. Niente suoni taglienti di chitarra insomma, niente vocals sguaiate o ritmi indiavolati, niente canzoni semplici e dirette che si risolvono in due minuti e mezzo: qui i tempi sono dilatati, e infatti quella che ci viene presentata è un’unica lunghissima song, suddivisa in quattordici episodi tutti collegati tra loro. Non ho particolare simpatia per i lavori strutturati in questo modo e li ho quasi sempre trovati pesanti e noiosi, ma i Mew sono riusciti a far sì che il loro non fosse così duro da digerire, anzi lo si ascolta con una certa facilità e lo si apprezza fin da subito. Brani come “The zookeeper’s boy”, “Special” o “Why are you looking grave?” (nel quale compare come special guest J. Mascis dei Dinosaur Jr.!) sono alcuni tra i più interessanti e rappresentativi dell’album, ma anche tutte le altre composizioni si attestano su livelli accettabili. Ovviamente non si tratta di un cd pazzesco, di quelli per cui ci si può addirittura sbilanciare, ma chi ha sempre amato i gruppi a cui non piaceva spingere il piede sull’acceleratore (e che proponevano sonorità sofisticate e rilassanti) troverà molto di buono al suo interno…

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