Rhombus: The closing time e.p.

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Ver Sacrum I Rhombus reiterano la grande tradizione goth-rock britannica, ed incuranti delle mode e del palese declino del genere danno alla luce questa interessante raccolta di quattro tracce, tutte rigorosamente e nostalgicamente legate a sonorità derivanti da Vendemmian ed affini. Chitarre belle cariche, basso pronunciato, immancabile drum-machine ed il cantato di Edward Grassby, enfatico anche se non particolarmente incisivo, costituiscono le ovvie coordinate stilistiche di “Closing time”, le quali a partire dalla opener “Love you til’ closing time”, non subiscono significative variazioni nel prosieguo del dischetto. Fa comunque piacere notare come le schiere degli irriducibili brit-gothsters vengano continuamente alimentate da forze fresche, degne di affiancarsi non solo ai nostri amici Voices of Masada di Danny Tartaglia, ma anche ai più titolati NFD, Last Rites, etc. (volutamente non scomodo i risuscitati Fields!). Magari la spartana severità di “Creature comforts” farà sorridere i più esigenti, ma “Where shadows seem to smile”, a dispetto dei pochi mezzi a disposizione dei nostri, risulta davvero un grande brano, pregno di oscurissime atmosfere che possono farsi risalire ai Joy Division. E’ sicuramente l’episodio più incisivo dei quattro, ottimamente composto ed eseguito, dimostrazione che Edward, Simon Cardwell e Rob Walker (i due chitarristi) sono in possesso di buoni fondamentali. La sempliciotta “Sing to me” (50.000 kids)” chiude l’e.p., senza peraltro pesare sul risultato finale. Sufficienza piena e meritata ai Rhombus.

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