Cinema Strange

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Cinema Strange

Cinema Strange al Classico Village (foto di Ankh)

Sono passati già due anni e mezzo da quando, in quel del Circolo degli Artisti, i Cinema Strange riuscirono a catturare completamente la mia attenzione in una riuscitissima e piacevole esibizione. Inutile nascondere che quel concerto fu uno dei più divertenti visti negli ultimi anni, chissà, forse anche a causa del fatto di avere un’efficacia del tutto inattesa. Non c’è alcun dubbio sull’incredibile potere dell'”effetto sorpresa” e mi è capitato più di una volta di chiedermi se, superato questo, i Cinema Strange sarebbero riusciti nuovamente a piacermi allo stesso modo. L’occasione si presenta solo adesso, dopo un tempo piuttosto lungo, abbastanza da rendere il confronto molto difficile. La particolarità è che, nel frattempo, la mia conoscenza del gruppo californiano non si è affatto approfondita: continuo a non avere nemmeno un loro CD e ad averli ascoltati quasi solo dal vivo.

Con l’ansia di togliermi questa curiosità, mi avvio verso il Classico Village, dove arrivo, come di consueto, con notevole ritardo: doveva essere più o meno mezzanotte o poco prima. Il concerto degli Avant-Garde, purtroppo, era già finito e sono arrivato giusto in tempo per assistere all’arrivo sul palco dei Cinema Strange; il cantante è, anche stavolta, abbigliato con un kimono e sia il trucco sia la pettinatura ricordano lo stile giapponese antico. Il chitarrista è rasato a zero e indossa un camice, un berretto e baffi finti, ricordandomi uno psichiatra di fine ottocento; il bassista si colloca a metà strada tra un malinconico Pierrot e un raffinato (e non-morto) dandy. Unico elemento non truccato è il batterista, che non per questo si esimerà dal picchiare selvaggiamente le sue pelli per tutta la serata.

L’incipit è molto particolare, con un brano strumentale a metà strada tra l’improvvisazione oscura e il flamenco, grazie agli arpeggi di chitarra acustica del cantante, dopo di che iniziano le danze. Non posso negare che, la volta scorsa, l’effetto sorpresa aveva avuto un’importanza notevole ma, allo stesso tempo, anche stavolta sono rimasto colpito dalla capacità del quartetto di coinvolgere gli spettatori e di suonare buona musica; rispetto alla media dei gruppi del loro genere, hanno diverse frecce in più nella loro faretra, a partire dalle buone capacità strumentali, che ben si evidenziano nei momenti caratterizzati da tempi sincopati e improvvise interruzioni. Oltre a questo è notevole la capacità di mescolare suoni batcave, deathrock ad altre sonorità che ricordano gli accompagnamenti musicali circensi e quelli cabarettistici dei tempi andati.

I tre personaggi in primo piano sembrano parte di un carillon impazzito e si muovono continuamente sul palco: il cantante interpreta i brani con piglio teatrale, mentre il bassista si aggira con un’aria che si posiziona al crocicchio tra la bambola assassina, il vampiro “ruthveniano” e il personaggio di un’animazione “TimBurtoniana”, offrendo numerose pose ai fan delle prime file. Il pubblico non è particolarmente numeroso ma sembra gradire molto il concerto, lanciandosi in allegri (e, una volta tanto, non eccessivi) pogo durante i brani più aggressivi e noti. Divertente, sul finale, anche il cantante che esce facendo l’occhiolino al pubblico, al quale aveva già detto che ci sarebbe stato un bis di due brani. A mio giudizio la carriera dei Cinema Strange sta proseguendo su un’ottima direttrice, almeno per quanto riguarda le loro esibizioni live.

Links:

Official German Cinema Strange fan club

Un altro fan site tedesco del gruppo

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Cinema Strange al Classico Village (foto di Ankh)

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