Aa.Vv.: United Forces of Phoenix

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Se con la precedente raccolta ad essa stessa titolata la Nomadism Records aveva dato segno di arguzia e di dedizione alla causa del rock obscuro, che dire della nuova fatica, che comprende ben tre dischetti, i quali ospitano, in una formula intelligente e finora mai percorsa in Italia, un terzetto di brani per ogni uno dei gruppi/autori? Il che consente di apprezzare a fondo (più delle solite compilazioni) e meglio conoscere realtà ancora poco note, ma non solo, in quanto la pregevolmente ricca raccolta ospita pure acts di prim’ordine quali NFD e Saints of Eden, ed altri che pian piano stanno emergendo, come i miei beniamini Reptyle e The Daughters of Bristol. Assai nutrita la spedizione italiana, comprendente Kalidon, Maledia, Fisheye, KZL 333, So Cold (con un pezzo), Cadabra, Moth’s Tales (a proposito di questi gruppi, chi frequenta le nostre pagine ha già avuto modo di conoscerli), il solista Eugene, Temple of Venus, Retro (due brani per loro) e gli ex-Fear of the Storm ora nominati DPERD. I tre ciddì sono suddivisi per (sotto)genere, andando a coprire tutto il vasto range di sonorità definite sommariamente dark, consentendo così a chi li ascolta di apprezzare appieno le urgenze artistiche dei singoli autori. Come mi pare d’obbligo, l’apertura è affidata al padrone di casa, e Phoenix (& the Oracle of Zahyrus) propone la sua personale visione del peculiare sound nephiliano (pregasi notare la h, non a caso…), con interessanti innesti di porzioni narrate tratte dai classici di Sergio Leone (ed un tale George Bush fa pure capolino…) che rafforzano la sensazione di trovarci dinanzi ad un progetto chiaramente delineato, ed orientato alla rilettura di uno stile che è divenuto una pietra miliare del settore. Tony Petitt ed i suoi pards non devono certo esibire alcun biglietto da visita, ogni goth-rocker che si rispetti conosce la sigla NFD, i tre pezzi da loro concessi rappresentano esattamente ciò che un cultore di musica oscura richiede, un perfetto bilanciamento fra la classica scuola inaugurata dai Fields ed un approccio più moderno ed attuale, che rende “Light my fear” e “Caged” episodi sicuramente vincenti, anche in virtù dell’elevato livello compositivo che essi possono permettersi di sfoggiare. Non gli è da meno il collega Cian Houchin coi Saints of Eden, ciò che apprezzo dell’ex Nefilim è la capacità di incrociare generi evitando di cadere in palesi ed alla lunga stucchevoli forzature. Il goth dei Reptyle è solido come la reputazione che essi hanno saputo guadagnarsi aprendo svariate date per Ikon, Funhouse, Cinema Strange, già suscitarono in me un’ottima impressione col loro “A high and lonely place” del 2004. Il primo dischetto è chiuso dalla sorpresa americana, The Daughters of Bristol, autori di quel “Voyage”, ep che letteralmente mi fece saltare sulla sedia (alla mia età…) quando ebbi la ventura di ascoltarlo (ed il piacere di recensirlo!). Disc 2, se Kalidon, Maledia e So Cold (molto scandinavi e posizionati in prossimità di prime-movers quali HIM e Sentenced – RIP, questi ultimi) si approcciano al metal gothicheggiante, i CSR innerbano il loro suono di scorie industrial disegnando paesaggi desolatissimi, mentre coi Fisheye ed i KZL 333 emergono riferimenti agli ottanta, sopra tutto nel caso dei secondi. La terza ed ultima sezione propone gli interessanti Cadabra (dediti ad una autarchica new-wave suonata con fiera intenzione), i solidi e trascinanti Temple of Venus (che mi ricordano, nell’approccio alla canzone, gruppi amatissimi quali Snake Corps), i veterani DPERD, l’elettro di Eugene, il dark venato di indie dei friulani Moth’s Tales (già depositari di due ottimi albi auto-prodotti). Il compito di chiudere la mastodontica opera viene affidato a Retro; si rivela ottima scelta, in quanto questi ospiti (il loro contributo, due canzoni, viene classificato, come per So Cold, sotto la voce bonus) si producono in un sound camaleontico e difficilmente, una volta tanto, etichettabile. Elegantissimo il box in digipack che racchiude i cerchietti argentati, confezione quanto mai preziosa come il suo contenuto. Chi mai può offrirvi tanta grazia, una serie di ottimi ep che vi intratterranno piacevolmente per ore!, se non il nostro Nomade? Via coi contatti!

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