Belladonna: Metaphysical Attraction

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Ver Sacrum Potrebbe davvero trattarsi della next-big-thing del rock underground italiano. Sarebbe clamoroso, ma assolutamente meritato. Trattasi della band tricolore più apprezzata su My Space, dopo i Lacuna Coil. Vi dice nulla? Allora aggiungiamo che le loro canzoni sono state ascoltate, nel breve spazio di sei mesi, da qualcosina come centoquarantamila (mi piaceva scriverlo in lettere…, fa un certo effettone!) volte, ed il loro profilo ha contato cinquantasettemila (leggi sopra…) visite, collezionando un bel 23mo posto nella classifica mondiale degli acts più esposti sulla stessa MySpace (su una milionata di colleghi presenti!). Dalle glorie passiamo alla disanima di “Metaphysical attraction” il quale, per essere una autoproduzione, si presenta benissimo, colla sua essenziale grafica nera, col booklet contenente liriche e brevi note, e grazie sopra tutto ad una eccellente produzione. Adatta ad esaltare le molteplici e cangianti nuances di ogni singolo pezzo. E la musica? Non pensiate a sospirose ballatone goth-metal, o lascività love, e non lasciatevi fuorviare dalla presenza di una cantante donna. E’ un disco che suona incredibilmente fresco, anche se nel duemilaesei può apparir impossibile ascoltare qualcosa di nuovo. Il bel rock virante al nero dei romani non per nulla ha suscitato l’interesse della personal manager della premiata coppia Page/Plant (Led Zeppelin…), una che di musica per forza deve averne masticata parecchia, e che se ora si occupa del gruppo in loro qualcosina deve aver notato! Si, perchè la incisiva voce di Luana si colloca anni luce distante a quella delle sirene nordiche a la page oggidì, risultando una cantante influenzata dalle grandi singer del passato (non solo in ambito rock), dotata di un timbro caldo e sensualissimo che risalta e ricama i pezzi distesi da una sezione strumentale di assoluto livello, colla chitarra di Dani ad evitare inutili virtuosismi in favore del vero feeling (come in “I wanna be your God”, voluta citazione di Iggy and the Stooges, dall’effetto colonna sonora di qualche pellicola dei settanta), sostenuto dalla sezione ritmica presente e dinamica fornita da Cherry (basso) e da Master (batteria), ed il piano di Alice ad arricchire le composizioni di note colte ma perfettamente calate nel contesto. Superato lo stupore iniziale ingenerato da “Black swan”, scorrono di seguito le ammalianti “Mystical elysian love”, “Resurrect my soul” e “Foreverland”, fino ad una autentica gemma, “Houdini” dal pregevole lavoro delle sei corde, con quel pianismo che solo in apparenza si pone in secondo piano e con la batteria che si insinua delicatamente tra le pieghe della canzone. Eppoi il vigore che prende il sopravvento, e la prestazione ancora una volta maiuscola di Luana. Ma questo è soul! Un brano intrigante, caldo, sensualissimo, che prende nettamente le distanze da quanto proposto, fino allo sfinimento, da troppe clone-bands che infestano il panorama musicale alterna. Provo orgoglio nello scrivere di questo dischetto, ed una marcata sensazione di soddisfacimento si insinua piacevolmente nel mio animo. “Ghost” è una umbratile scheggia emanante aromi acri di rose passite, dai petali che s’arricciano, prima di scivolare sul drappo viola che ricopre un ebaneo scrigno illuminato dai bagliori d’un fuoco morente. Decadenza glamour ed un pianismo che può ricordare certo Satie fanno insorgere un sentimento di nostalgia per certi pomeriggi novembrini ammantati di umida nebbia. Bella la chitarra di “Mrs. Hyde”, debitrice di certe soluzioni sonore care pure alla Siouxie più rock (avete presente la cover di “The passenger” eseguita dalla suffragetta?). Manca un nulla per farli esplodere, colla passione che li anima, e che riversano in episodi come l’enigmatica “Password to Heaven”, nessun ostacolo può apparir loro insormontabile. Attitudine, competenza, attenzione per i particolari, un suono svincolato da mode e da tendenze, legato al passato ma assolutamente proiettato verso il futuro, idee chiare, questi sono solo alcuni dei grandi pregi dei Belladonna. Gli altri li scoprirete via via ascoltando “Metaphysical attraction”. Dalla prima nota di “Black swan” fino alla grintosa e metallica “Beyond the realms of reason” e l’oscura e sofferta “Morpheus”, vi irretiranno tra le spire di note levantesi dalle casse del vostro stereo. Fra breve potremo affermare, con malcelato orgoglio (concedetecelo di tanto in tanto…), “noi ve l’avevamo detto!”. Ma il merito è tutto loro! P.S.: il gruppo ha recentemente pubblicato su DVD il cortometraggio noir “Black swan”.

Per informazioni: www.myspace.com/wwwbelladonnatv
Web: http://www.belladonna.tv
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