Dive vs. Diskonnected: Frozen

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Ver Sacrum Cosa poteva produrre il lavoro a quattro mani tra un esponente di punta della storica scena elettronica belga e un suo connazionale, nuova leva della scena stessa? La risposta (ad onor del vero, tutt’altro che scontata) è “Frozen”, un mcd coi fiocchi che combina l’elettronica fredda (ma guarda un pò..), spigolosa e minimale di Dirk Ivens (Dive), con l’elettronica multi -sfaccettata (EBM, techno, trance, ecc…) di Jan Dewulf (Diskonnected). La title track è un ottimo brano, dove l’inconfondibile voce di Dirk Ivens è supportata da sonorità oscure, fredde ed avvolgenti, per un pezzo assolutamente convincente; il brano viene riproposto in altri tre remix: il risultato migliore lo offrono i redivivi Numb, con una versione meno oscura rispetto all’originale, ma assolutamente affascinante; lo stesso non si può dire per il remix di Leaether Strip, vero anello debole del lotto, mentre il remix degli americani Inure è senza infamia e senza lode. “Do you believe it” è da considerarsi come la “B-side” di questo lavoro: un altro brano oscuro e ruvido, nella migliore tradizione di Dive, ma che si giova del prezioso apporto di Diskonnected in fase di acomposizione ed arrangiamento, raggiungendo un livello qualitativo di poco inferiore a quello della title-track. Due le versioni di questo brano: oltre all’edit abbiamo infatti un remix a cura di Combichrist. Le brevi “Dead end street” e “Everything is fine” sono maggiormente riconducibili allo stile di Dive: brani gelidi ed incisivi dagli arrangiamenti minimali. Una collaborazione assolutamente riuscita per un disco convincente.

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