From First To Last: Heroine

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Ver Sacrum I From First To Last causano un vero e proprio shock a chi li sente (o li vede) per la prima volta: la proposta musicale di questa giovanissima band americana è infatti abbastanza ostica e indecifrabile ad un primo approccio, e anche dal vivo l’impatto che i nostri riescono ad avere è alquanto sorprendente, dato che corrono e si dimenano come pazzi furiosi (vi assicuro che si rischia di farsi venire il mal di testa nel tentativo di seguire tutti i loro movimenti!!). Fatto sta che Sonny Moore e compagni hanno realizzato un album (il secondo della loro carriera, diretto successore di Dear diary, my teen angst has a bodycount) che proprio non può lasciare indifferenti e molto probabilmente è destinato ad essere amato alla follia da alcuni e guardato con sospetto da altri… Dico questo perché i brani di Heroine sono abbastanza difficili da assimilare: all’inizio si ha quasi l’impressione che siano stati assemblati nella maniera sbagliata o arrangiati male, poi dopo alcuni ascolti ci si rende conto che certe bizzarrie sono il vero punto di forza del cd e lo rendono a dir poco unico. Ovviamente tali stranezze hanno bisogno di essere interpretate nel giusto modo, ma una volta che si inizia ad entrare in un determinato ordine di idee si arriva anche a capire la logica che sta dietro la composizione di canzoni come queste. Avete presente i Mars Volta? Beh, i FFTL sembrano la versione più oscura, schizzata e punkeggiante del gruppo di Omar Rodriguez, ma sono anche molto altro perché il loro sound ingloba svariati elementi, vedi ad esempio certi passaggi che si rifanno al metal più estremo e le atmosfere cupe e malinconiche che caratterizzano la quasi totalità dei pezzi. Davvero convincente la prova del singer Sonny, che riesce a modulare la propria voce nei modi più disparati e a trasmettere forti emozioni, vedi ad esempio nell’allucinata “The crows are coming for us”, oppure nella struggente “Waltz Moore” o in quei deliri sonici che rispondono al nome di “Afterbirth”, “The levy” e “World war me”. Finora ho tralasciato di dire che Heroine è stato prodotto da Ross Robinson (già collaboratore di Slipknot, Korn ecc.), ma non si tratta certo di una svista: volevo soltanto parlare di questo disco evitando di farvi fare qualche paragone con le band appena nominate, che per forza di cose vengono subito in mente quando si fa riferimento ad un producer così blasonato. È chiaro che la sua presenza si fa molto sentire, ma l’impressione è che egli sia riuscito ad esaltare al massimo l’originalità del gruppo, facendolo apparire diverso da qualsiasi altra formazione che c’è in giro al momento. Non mi rimane che concludere affermando che questo è uno degli album più particolari e impressionanti tra tutti quelli che ho avuto modo di ascoltare nel 2006, e che si è già guadagnato un posto nella mia playlist di fine anno…

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