Insekt: Teenmachine

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Ver Sacrum Nuovo album per una delle tante leggendarie bands delle scena EBM belga. Fondati nel lontano 1989 da Eric Van Wonterghem e Mario Vaerewijck, rispettivamente membri di Vomito Negro e Klinik, gli Insekt vengono “accantonati” nel 1994 dando modo sopratutto ad Eric di dare sfogo al proprio talento, creando il suo progetto solista Monolith e, in cooperazione con Dirk Ivens, Sonar. Il 2003 vede il ritorno sulle scene degli Insekt, con un’esibizione “live” al Belgian Indipendent Festival, seguita l’anno successivo dall’album “Ohrwürmer”; due anni dopo, i nostri approdano sulla neonata label Noise Terror Productions (costola della Dependent) per realizzare il nuovo album “Teenmachine”, un disco dove le radici EBM degli Insekt si combinano con influenze rock-industriali che trovano nei Nine Inch Nails l’inevitabile punto di riferimento (si ascoltino in proposito “Pain inside” e “Lost myself”, due episodi dove tali influenze sono particolarmente marcate). “Bambifucker” è un altro brano che giustifica appieno le note che accompagnano il cd e che descrivono il sound di “Teenmachine” come quello di una band punkrock, accostandolo a Babyland e, appunto, Nine Inch Nails (a questo punto aggiungerei anche Dismantled, che con il recente “Standard Issue” si sono avvicinati come nessun altro al sound di Mr.Trent Reznor). E’ però negli episodi piu’ legati alla matrice “industrial-EBM” che gli Insekt danno il meglio di sè, come l’iniziale “Damage done”, un brano cupo che potrebbe ricordare gli Skinny Puppy o “Play the game” (forse il miglior brano del disco). Completano la tracklist i remix di “Bambifucker” a cura degli Spetsnaz (inconfondibili i loro ritmi “old school”) e “Play the game” by Funker Vogt. “Teenmachine” si rivela quindi come un disco interessante ma anche alquanto spiazzante per i vecchi fans degli Insekt; il duo belga ha dimostrato di non temere i cambiamenti e le sperimentazioni, ma al tempo stesso potrei maliziosamente pensare che abbia voluto seguire un trend industrial-rock al momento assai “di moda”. Comunque stiano le cose, un disco migliore di tanti altri attualmente in circolazione.

TagsInsekt
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