Unknown Pleasures: No epitaph

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Si sono scelti un appellativo impegnativo, i laziali Unknown Pleasures. Citare i Joy Division può certamente suscitare curiosità, e definisce con sufficiente precisione i confini del genere proposto; d’altro canto, può ingenerare un moto di fastidio in tutti coloro che sono rimasti affettuosamente legati alla figura di Ian Curtis ed alle sue obscure creature poetiche. Sgombriamo subito il campo da qualsisia possibile equivoco: “No epitaph”, più che un vero nuovo lavoro, una compilazione di brani tratti dai due precedenti demo del gruppo (Papaoutha” del gennaio 2004 e “Bal des Pendus” del giugno dell’anno successivo), è una raccolta di brani piacevoli e ben ispirati, che certo si rifanno ai citati modelli di riferimento (“In mourning” e “The beginnig”), ma possiedono pure un’aura decadente e vagamente psichedelica, come “Prison”, che rimanda addirittura, nell’interpretazione del bravo cantante Cristian Suardi, ai Doors. “Hard & hot” ha chitarre belle pesanti, senza sconfinare del metal (tenuto decisamente, e per fortuna, alla larga dagli UP), e nel suo finale cita gli acclamati Muse. Le tastiere di Onorato Lamante introducono la crepuscolare “Pentothal”, brano di sette minuti di durata che ha il pregio di mantener sempre desta l’attenzione dell’ascoltatore, una umbratile ballatona per nulla sdolcinata, che poi cresce di tono evidenziando una coesione strumentale notevole (la chitarra di Alessandro Tocco evoca paesaggi desertici, la sezione ritmica di Stefano Pestillo, basso, e Marco Sabbadini, batteria, è precisissima e dotata di grande feeling interpretativo), “The paradise sold biscuits” (titolone!)sottolinea la vena ironica dei cinque, e permette ad Onorato ed ad Alessandro di sfogare tutta la loro creatività, ed un certo malcelato amore per il nostro grande poeta perdente Nick Cave. “No epitaph” può davvero costituire un ottimo biglietto da visita per gli Unknown Pleasures, gruppo capace di esporre con convinzione e con coraggio la propria indole stilistica. Per chi scrive, una sorpresa piacevolissima!

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