Frogtoboggan: Frogtoboggan meets the unpaid professionals

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Ver Sacrum Frogtoboggan è senza dubbio uno dei nomi più buffi che mi sia capitato di incontrare recentemente in ambito musicale: si tratta dello pseudonimo che questo (o questa?) musicista statunitense ha scelto per calcare le scene della musica sperimentale. Possiamo dire che si tratta quasi di un esordio, visto che è stato anticipato solo da Jelete, un disco autoprodotto in pochissime copie. Il lavoro in oggetto è un CD-r inserito in una bella custodia di cartone bianco stampata in nero, a pressione sul retro. L’etichetta che pubblica quest’opera, la Anticlock, non mi è del tutto sconosciuta, trattandosi della stessa che ha pubblicato un paio di anni fa un bel lavoro del progetto The Gray Field Recordings. Ed è esattamente questo il primo nome che mi è venuto in mente quando ho ascoltato i primi brani di questo lavoro, pur essendo i due progetti abbastanza diversi musicalmente. Quello che hanno in comune è, certamente, l’atteggiamento nei confronti del materiale sonoro, che riescono a plasmare in maniera molto particolare ottenendo risultati interessanti e, comprensibilmente, abbastanza eterogenei. Ma, almeno in questi due casi, il fatto di essere eterogenei non rappresenta assolutamente un difetto, poiché in comune tra tutti i brani c’è la voglia di sperimentare e cercare nuove prospettive sonore. Quindi in ques’album troverete un po’ di tutto, da musica basata su drones a sonorità prossime a quelle proposte dall’ottima Ventricle Records, a minimali sonorizzazioni, a improvvisazioni di clarino e tromba “preparata” su strutture ripetitive. Il tutto eseguito dal vivo da un piccolo ma notevole ensemble. A breve sono previste altre due pubblicazioni, sempre su Anticlock, che credo potrebbe essere interessante seguire. Un ottimo lavoro da consigliare senz’altro a chi non è troppo chiuso su un genere ben determinato.

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