Initial Prayer: The last men in europe

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Ver Sacrum Initial Prayer e Corrosive Growth Industries sono due nomi assolutamente nuovi per le mie orecchie; non li avevo mai sentiti nominare e devo aggiungere che, se non fosse stato per questo CD promozionale, difficilmente avrei approfondito la conoscenza di questo progetto, visto che la copertina è piuttosto anonima e ben poco lascia sospettare riguardo al possibile contenuto del dischetto. E, devo ammetterlo subito, sarebbe stato un peccato: questo The last men in Europe, infatti, non è di serto un CD che passerà alla storia, ma ha dalla sua diverse caratteristiche interessanti, che allo stesso tempo lo avvicinano alla musica industriale d’altri tempi ma lo caratterizzano come qualcosa di diverso da essa e di più moderno. Di quelle sonorità condivide numerose caratteristiche e riporta alla mente diverse interpretazioni: nel brano “In defence”, ad esempio, ho inizialmente pensato alle frange più prossime alla musica “rock” (i primi Cabaret Voltaire) per poi notare il tono un po’ declamatorio di certi Test Dept, per rendermi poi conto del fatto che, stratificate a tutto questo, erano presenti delle sonorità di chitarra (se sia vera o campionata non saprei dire) legate al mondo della psichedelia, grazie ai lunghi viaggi in assolo quasi perenne; quest’uso dei suoni della chitarra allontana gli Initial Prayer; in altri momenti si materializzano i ricordi dei Coil più rituali e circolari (la seconda parte di “Turn to light” e “We serve”), in altri ancora ricompaiono le chitarre che si tengono ben lontane da tentazioni, più o meno modaiole, industrial metal. Nel complesso un lavoro che mi sento di consigliare a chi apprezzi la musica industriale nelle sue forme più genuine, perché l’impressione è che il duo di cui stiamo parlando abbia le capacità per destare, ancora una volta, il fascino decadente e morboso che alcuni gruppi storici sono riusciti per la prima volte a mettere in evidenza. Di certo non è un CD che entrerà nella storia; quello che mi dispiace, è che, molto probabilmente, rimarrà sommerso molto più di quanto si meriti.

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