Ministry: Rio grande blood

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Ver Sacrum Che i Ministry siano stati una delle band fondamentali per lo sviluppo dell’industrial metal non c’è proprio dubbio, ma dopo la pubblicazione del fantasmagorico Psalm 69 la loro carriera ha avuto diversi alti e bassi, e negli anni la loro popolarità non è certo cresciuta in maniera esponenziale… Ovviamente i problemi di tossicodipendenza di Al Jourgensen, il leader del gruppo, hanno influenzato il suo rendimento per molto tempo, per cui siamo tutti felici di sapere che egli, di recente, è riuscito a dare un taglio a certe “cattive abitudini” e a concentrarsi di più sul lavoro. Il risultato di tale cambiamento è Rio grande blood, un disco che (concettualmente parlando) si scaglia in maniera netta contro la politica del presidente Bush, e che dal punto di vista musicale è caratterizzato da una buona dose di aggressività, oltre che da un notevole impatto. A differenza delle uscite più recenti (vedi ad esempio Houses of the Molé, del 2004, che comunque non era male…) questo nuovo cd mi ha impressionato parecchio, e mi ha convinto fin dal primo ascolto. I pezzi inclusi sono molto pesanti ma non si può certo dire che siano ripetitivi o troppo uguali gli uni agli altri, anzi il loro pregio è proprio quello di avere alcune particolarità che li rendono unici, vedi ad esempio “Ass clown” (in parte contraddistinto da vocals che mi hanno addirittura ricordato King Diamond!), “Lieslieslies” (brano che mescola il classico Ministry-style con certo black sinfonico e con qualche spruzzatina di crossover alla Faith No More…), “Palestina” (le cui linee melodiche, abbinate al cantato, mi hanno fatto pensare ai magnifici Jane’s Addiction) o la stessa titletrack, che rimanda al thrash metal ed in particolare agli Slayer. Agli apprezzamenti nei confronti dell’album vorrei inoltre aggiungere quelli per le idee del buon Al, che stavolta ha pensato bene di metter su una super-band e di portarsi in tour gente del calibro di Tommy Victor (Prong), Paul Raven (Killing Joke) e Joey Jordison (Slipknot/Murderdolls), per cui mi sembra davvero il caso di consigliarvi sia l’ascolto di queste nuove canzoni che la partecipazione (per chi di voi leggerà in tempo la recensione…) all’unico concerto italiano del gruppo, che si terrà il giorno di ferragosto al Velvet di Rimini. Non c’è molto altro da aggiungere a questo punto, se non il fatto che il disco sembra rivolgersi in particolar modo ai metal-fans, ma ciò non dovrebbe rappresentare un problema visto che, in Italia, tale tipologia di pubblico è sempre più numerosa…

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