MZ412: Infernal Affairs

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Ver Sacrum Sette anni di assenza dalle scene per poi ricomparire in una data abusata ma quantomeno consona ai soggetti coinvolti: 6/06/06. Non poteva essere altrimenti per MZ412, progetto che fin dall’inizio degli anni 90 ha fatto dell’arte nera il suo verbo. Prima portandolo, più per ragioni ideologiche che altro, in ambito black metal, creando odio (soprattutto da parte dei puristi del genere) e venerazioni senza mezze misure, poi propagandolo verso gli amanti dell’industrial più criptico, diventando uno dei nomi di culto della Cold Meat Industry e destinato a rimanere tale fino all’inaspettato ritorno. Abbandonati temporaneamente i progetti paralleli quali Nordvargr, Beyond Sensory Experience, Incinerator International e via discorrendo, la MaschinenZimmer si ripresenta come era lecito attendersi, ovvero con un masterpiece di evil-ambient-industrial saturo di atmosfere angoscianti, degne dell’aura infernale che, prescindendo dal titolo, è sempre stata il suo marchio e il suo appeal al tempo stesso. Esemplificativa, a questo proposito “Infernal Affairs I” , che si apre come plumbea dark-ambient per poi fondersi a ritmiche marziali da kolossal ambientato nelle profondità dell’Ade. Un sentire “nero” e maligno che in “Lord, make me an instrument of your Wrath” e “Inkant 12 SLE” si estende in una cappa di progressiva e inesorabile oppressione, tra passaggi di ambient sulfurea di chiara scuola CMI- con l’unica particolarità che qui si tratta dei maestri.. – , sussurri infernali e brevi ma incisive virate noise. “Unhealing wounds” riprende lo stesso mood tra clangori e percussioni metalliche, accompagnando la vittoria del Male con paesaggi sonori post-apocalittici. Un ritorno che rende onore al nome MZ412, alla loro storia e a quanto hanno contribuito all’attuale industrial-noise, mettendo a tacere ogni detrattore per hobby come tanti se ne sentono negli ambiti meno mainstream di qualsiasi genere, carico di un’evilness e di un’oscurità addictive e annichilenti.

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