Ver Sacrum E’ ancora fresco di pubblicazione “Second life syndrome”, loro secondo disco sulla lunga distanza, ed ecco che i sorprendenti polacchi Riverside offrono ai nostri desiosi padiglioni auricolari, ed al nostro spirito!, l’ascolto di nuove emozionanti canzoni. Questo mini contiene infatti cinque pezzi di recente composizione, i quali li avvicinano ulteriormente a quanto propostoci negli ultimi anni dal genietto inglese Steven Wilson colla sua creatura Porcupine Tree, ed è completato da tre versioni live di brani facenti parte della scaletta del loro omonimo debut (per diver di precisione trattasi di “I believe”, “Loose heart” e di “Out of myself”). La simiglianza coi citati mentori albionici è davvero sorprendente in episodi quali “Acronym love” (presente pure il video di questo pezzo), “Stuck between” (si ascoltino le chitarre!) e “Dna ts. Rednum or F. Raf” (titolo da oscar dell’originalità), sensazione rafforzata dall’incredibile tono del vocalist Mariusz Duda (vero clone di Wilson), ma questi brani suonano egualmente freschi, contenendo tra le pieghe più recondite di ogni uno elementi che si possono far risalire pure agli Anathema. Musica crepuscolare, adattissima ad un ascolto in cuffia, ideale sottofondo per solinghe cogitazioni, quando la luce lascia lentamente spazio alla tenebra, la quale ci avvolge colle sue protettive spire. Encomiabile la preparazione tecnica del giuovine quartetto (esaltata dalle versioni dal vivo sopracitate), che inoltre, proprio per la fresca età, può ambire ad ulteriore maturazione. Ma non pretendiamo troppo, e per ora accontentiamoci di questa manciata di bellissime canzoni.