Eki: Beyond the fog

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Gli stilemi Ant-Zeniani hanno fatto scuola anche dalle nostre parti. E, per fortuna, non con progetti di volgari imitatori. I veneti Eki, con questa autoproduzione, riportano a suoni cari ad alcune delle più celebri realtà dell’etichetta, quali Converter e Iszoloscope, e acts meno conosciuti ma qualitativamente al di sopra di molti come Sulphuric Saliva. E declinano la definizione di “industrial” nella ricerca di uno stile personale, lungo un percorso a volte discontinuo ma “mirato”. “Uber” è un ottimo episodio, permeato di un’atmosfera malvagiamente eterea contaminata da virate rhythmic noise; ma è soprattutto l’ipnotica “Declin” a colpire, tra beats incalzanti e filtri metallici, e a mio parere è la via in cui Eki possono sviluppare al meglio le loro potenzialità. Attendiamo altri segnali: c’è assolutamente di che ben sperare.

TagsEki
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