Obscenity Trial: Here and Now

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Ver Sacrum Oliver Wand è l’unico componente di questo progetto dedito a sonorità elettro-pop, qui al suo atto d’esordio per la Infacted Recordings. Mi sono imbattuto per la prima volta in Obscenity Trial ascoltando il sampler “Infacted vol.3”, che conteneva la discreta “Here and now”, che a conti fatti risulta una delle migliori tracce di questo album; un disco di elettro-pop assai melodico e leggero, che può rimandare allo stile di Melotron, Camouflage, Frozen Plasma/Namnambulu, ecc…. senza però essere ancora all’altezza dei nomi citati. “Here and Now” non è un brutto disco, alcuni brani sono anche carini (oltre alla title-track citerei “All that’s left”, “Silence” e “Never too late”) e per gli amanti del synth-pop ci possono essere motivi d’interesse in questo disco, che però, nonostante la produzione del sempre ottimo Olaf Wollschlaeger, nel complesso risulta un pò debole e ripetitivo. Quattordici in totale le tracce che compongono il disco, anche se in realtà si tratta di dieci brani originali a cui vanno aggiunti un “reprise” e due remix di “Here and Now” (molto bello quello di Olaf Wollschlaeger) ed un remix di “Never too late” questa volta interpretata da una voce femminile. Da notare che Obscenity Trial si produce (con un mediocre risultato) anche nella cover dell’ormai famigerata “Seven Nation Army” dei White Stripes, ormai conosciuta anche dal piu’ becero degli ascoltatori per essere il brano che ha dato spunto al tormentone “Po PoPoPo PoPo Po”, inno “alternativo” della nazionale di calcio italiana. Disco che tra alti e bassi si lascia ascoltare e considerando che si tratta di un’opera prima è lecito sperare in progressi futuri.

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