Recondita Stirpe: Recondita Stirpe

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Ver Sacrum Nonostante il limitato seguito di cui gode, la scena musicale “oscura” italiana continua a partorire brillanti realtà. Uno dei nomi messisi maggiormente in evidenza nel corso di questi mesi sono i Recondita Stirpe, formazione proveniente da Genova e che annovera tra le sue file personaggi già noti ai piu’ attenti osservatori dell’underground (mi riferisco in primis a Diego Banchero, già membro dei Malombra). La loro proposta musicale è sicuramente riconducibile al filone neo-folk, ma sarebbe altresì limitativo ingabbiarli in questa etichetta e del resto, l’ascolto del cd evidenzia le molteplici influenze musicali che hanno portato alla creazioni dei 5 ottimi brani che lo compongono. “Recondita Stirpe” (opera prima della band genovese) esce per Misty Circles, in tiratura limitata a 100 copie numerate, destinate sicuramente a divenire in breve tempo oggetto di culto tra gli amanti delle sonorità neo-folk; le iniziali “Fire on us” e “Devotion” sono i due brani maggiormente riconducibili al filone “folk-apocalittico” (oltrechè i miei preferiti), caratterizzati dalle belle ed intense voci di Christoff e Carolina e da pregevoli passaggi strumentali (struggente la tromba che caratterizza “Devotion”). Si passa al cantato in italiano per la “title track”: un testo che è un vero e proprio “manifesto” di denuncia sociale, in un brano dove la tromba gioca ancora un ruolo importante. “Raskolnikov” sembra provenire dal repertorio della canzone d’autore francese: una dolce ballata condotta dalla fisarmonica e dal binomio voce femminile/voce maschile. Chiude il cd “Lords of the unknown”, con il suo testo declamato da una voce che pare colma di rabbia verso la decadenza del mondo moderno, mentre la parte strumentale sembra sottolinearne l’aria malinconica. “Recondita Stirpe” è un lavoro assolutamente pregevole da parte di una band che dimostra classe e talento; non rimane che augurare a questi ragazzi il successo che meritano ed aspettare fiduciosi le loro prossime composizioni.

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