Aleph: In tenebra

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Ver Sacrum Sono in possesso di ottime idee, i giuovini Aleph, e soprattutto sanno trarne profitto, essendo capaci di svilupparle (e non è da tutti!). Giuovano della loro folle creatività le cinque lunghe composizioni di “In tenebra”, caratterizzate da repentini cambi di tempo e di atmosfera. Un gruppo del quale si dovrà tener conto per il futuro, se gli si concederà il tempo di maturare. Il suono nitidissimo del dischetto contribuisce vieppiù ad esaltare le doti di brani quali la mefistofelica “Unfaithful” e la obscurissima “The fallen” (presente come bonus in versione italiana, ancor più criptica!). La lunga e mortifera “Dephts” assembla metallo gothikeggiante ad input progressivi, vantando porzioni strumentali che ne spezzano decisamente l’assunto. Spicca la voce di Dave Battaglia, a proprio agio nelle vesti di arcano cantore. Non è da meno l’altra piece de resistence “Mother of all nightmares”, tenebrosa cavalcata dettata da indiavolate chitarre sorrette da una agile sezione ritmica e da opportuni interventi tastieristici. Sensazione demoniaca amplificata da un cantato spiritato, da cambi di tempo assassini e da inquietanti passaggi neoclassici. Il sinistro arpeggio che forma l’ossatura della title-track è presago di chissà quali sventure, ed il pezzo rivela infine uno spaventevole finale. Cantata in lingua madre, “The fallen” è ancor più cruda, mentre “Acid tears” si rivela come l’episodio più scontato della track-list, anche se alcuni stacchi lo impreziosiscono a dovere, ponendolo in linea con quelli che lo precedono. Da tenere in considerazione, “In tenebra”, anche perchè in questo disco gli ottimi spunti non mancano di certo. Per ora rimaniamo in attesa di conferme.

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