Axon Neuron/Vagwa: Documents 1995 - 2005

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Ver Sacrum Axon Neuron/Vagwa è un progetto tedesco che ho incrociato per la prima volta poco più di un anno fa, attraverso un 10″ uscito qualche tempo prima e intitolato Lohe. Avevo letto dell’uscita di questo doppio CD in edizione limitata (500 copie in tutto, di cui 100 in un box contenente alcuni inserti) e, a dire il vero, non credevo che mi sarebbe capitato di imbattermi in esso. Si tratta di un progetto poco considerato, almeno a giudicare dalle poche cose trovate in giro, forse anche a causa della difficile reperibilità del materiale prodotto; malgrado ciò, Enrico Eisert (nome del personaggio dietro al progetto musicale) è riuscito ad affascinare personaggi di un certo calibro come Angelo Bergamini, Elena Fossi e Vincenzo Pastorino (nome probabilmente meno noto dei due precedenti ma che ha fatto da ingegnere del suono su diversi lavori dei T.A.C. e dei Kirlian Camera e inciso un mini CD a nome White Legion), che ha partecipato nelle fasi di editing e mastering. I due CD, entrambi oltre i settanta minuti, rappresentano una sorta di percorso a ritroso, contenendo brani incisi dal 2002 al 2005 il primo e dal 1995 al 2002 il secondo e si tratta di una serie di brani ad oggi di difficile reperibilità: molti sono brani tratti da esibizioni live, altri sono estratti da compilation, altri ancora sono outtake dalle sessioni di registrazione di pubblicazioni passate (ma non dobbiamo pensare a degli “scarti”, visto che uno di questi è “Aurora”, uno dei brani migliori tra i venticinque qui presenti, eseguito in collaborazione con i Kirlian Camera) o provengono da vecchissime produzioni in cassette ormai irreperibili. A grandi linee il progetto tedesco può essere inserito all’interno del calderone della musica industriale con forti tinte ambientali ma caratterizzata anche da possenti slanci noise e delicate strutture neoclassiche e orrorifiche, anche se talvolta appaiono strutture ritmiche e campionamenti più vicini a certe produzioni neofolk. Nel complesso si tratta di un lavoro che non mi è dispiaciuto affatto, anche per l’indubbia maturazione che si può notare ascoltando i due CD: il secondo, contenente brani più vecchi, mostra in alcuni casi l’uso un po’ troppo evidente di cliché sia a livello musicale sia a livello tematico, anche se alcuni brani risultano comunque interessanti (ad esempio la lunga e intossicante “Thorned Message I” o la ipnotica “Eternal life”). Nel complesso pur non potendo urlare al capolavoro, è un acquisto che mi sentirei tranquillamente di consigliare agli appassionati del genere, un nome che, pur non essendo nuovo visti gli undici anni di carriera, credo abbia raggiunto un buon livello di maturità.

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