Deathstars

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Sono una strana band i Deathstars: quando guardi le loro foto immagini che siano gli ennesimi scopiazzatori di Marilyn Manson, Rammstein, The Kovenant e compagnia bella, e che abbiano forti legami con l’ambito gothic/electro/industrial, ma la verità è che hanno un passato di tutto rispetto all’interno di importanti formazioni della scena black/death metal svedese, in particolare i Dissection (nei quali il batterista Bone ha militato per molti anni, partecipando anche alla realizzazione di due capolavori assoluti come The somberlainStorm of the light’s bane) e gli Swordmaster (formati nel lontano 1993 dal cantante Whiplasher e dal chitarrista Nightmare). Leggendo l’intervista che Andreas “Whiplasher” Bergh ci ha rilasciato vi renderete conto di quanto questo passato influenzi ancora il gruppo, ma scoprirete anche un personaggio molto spiritoso e sempre pronto alla battuta, oltre che sagace e per nulla scontato…
L’intervista si è tenuta il 6 ottobre 2006 prima della data al Baraonda, di cui potete leggere una cronaca nel nostro spazio delle recensioni dei concerti.

Whiplasher durante l'intervista al Baraonda Foto di Christian Dex © Ver Sacrum

(Grendel) È un piacere per me essere qui ad intervistarti, sono stata una grande fan della scena black metal scandinava ed ho apprezzato molto le band in cui alcuni di voi hanno suonato in precedenza…

(Whiplasher) Beh, anche a noi fa molto piacere incontrare persone che apprezzano il black metal, in fin dei conti veniamo proprio da lì, quelle sono le nostre origini…

(G) Iniziamo allora col parlare di questo vostro tour europeo da headliners, che si chiama “48 Carat Darkness tour” e che è cominciato proprio ieri a Padova. Quali sono le vostre principali aspettative? Avete anche annunciato che, non appena esso sarà terminato, ne inizierete un secondo nel quale sarete di supporto ai Cradle Of Filth: quali pensi saranno le differenze tra i due tipi di situazione?

(W) Non è che ci aspettiamo qualcosa in particolare, vogliamo semplicemente farci conoscere in giro e far sì che la gente possa saperne di più a proposito del concept su cui si basa la nostra musica, essenzialmente legato a tematiche oscure che vengono però proposte in uno stile particolare, raffinato e sofisticato. Dopo l’uscita del secondo album abbiamo suonato più che altro nei grossi festival, davanti a un pubblico molto vasto, e naturalmente quel tipo di situazione è molto diversa se paragonata alla realtà dei piccoli club, dove magari suoni davanti a duecento persone. Noi comunque troviamo quest’ultima cosa molto divertente, ci piace incontrare i fan e poter interagire con loro. Riguardo al tour con i Cradle Of Filth, beh in realtà non abbiamo avuto neanche il tempo di pensarci perché è stato annunciato soltanto un paio di giorni fa: sicuramente non sarà semplice starsene in giro per tre mesi, inoltre loro sono molto più metal di noi e hanno un’audience differente dalla nostra, per cui sarà una bella sfida! Di solito le persone che appartengono alla scena musicale della quale anche noi facevamo parte in passato (quando ancora eravamo con le nostre vecchie band) fanno un po’ fatica a capire la musica dei Deathstars: a quei tempi venivano a vederci più che altro bikers/Hell’s Angels (?!? ndr), mentre adesso ai nostri concerti è pieno di ragazze!! Credo comunque che durante il tour da supporter ci troveremo davanti soprattutto metal kids…

(G) Recentemente il chitarrista Cat, che prima era solo un session, è entrato a far parte della band in pianta stabile: puoi dirci qualcosa su di lui? A me dà l’impressione di essere un vero “glamster”, e quindi abbastanza diverso da voi…

(W) Beh io lo chiamo “Cat Moss”, è l’unico nomignolo che potevo affibbiargli perché è un vero fotomodello! No beh, in realtà è un bravissimo chitarrista, che in passato ha suonato con una band sconosciuta chiamata Trashladies… Sì, certamente è un glamster, ma sai noi ragazzi del gruppo siamo tutti molto diversi l’uno dall’altro: Bone, il nostro batterista, è un vero misantropo, è praticamente sempre depresso ed è anche il più aggressivo tra di noi, mentre Nightmare (che tra l’altro è colui che produce tutti i nostri dischi…) è quello dal carattere più particolare e indecifrabile. Skinny è il più gentile e diplomatico, mentre io sono un po’ la “mente” della band. Avendo caratteri molto differenti ci capita di scontrarci a volte, ma siamo comunque grandi amici tra di noi, e ci frequentiamo molto spesso anche nel tempo libero.

(G) Quali sono le cose che vi ispirano maggiormente nello scrivere canzoni? Forse ci sono dei libri, o dei film, o magari certa musica che ascoltate?

(W) No, direi che Termination bliss si basa principalmente sulla nostra vita quotidiana e sulle nostre esperienze personali. I brani che abbiamo scritto non hanno a che fare con la fantasia ma solo con la realtà: ci sono successe tante cose negative negli ultimi tempi, tutte davvero dure da affrontare, e le canzoni parlano proprio di questo, di come si possa riuscire a superare certi momenti difficili diventando più forti e consapevoli. Quando abbiamo realizzato l’album non ascoltavamo molta musica fatta da altri, e in generale sappiamo poco di quanto succede nell’odierna scena musicale (io per esempio ascolto solo i miei vecchi cd…): in pratica siamo entrati nel nostro studio (il Black Syndicate, ndr) e ci siamo prodotti da soli il disco senza che nessuno potesse ascoltarlo finché non lo avessimo completato, e ti assicuro che esso rispecchia al 100% le nostre vite a dir poco “sfigate”… Sono così tante le tragedie personali che ci hanno colpito negli ultimi tempi che a volte abbiamo l’impressione che questo stato di cose non cambierà mai…

(Christian Dex) Credo che Termination bliss potrebbe funzionare molto bene negli Stati Uniti, avete intenzione di farlo uscire anche lì? Vi piacerebbe andarci in tour?

(W) Sicuramente sì, sarebbe molto bello. Attualmente stiamo cercando una label che possa far uscire il nostro album da quelle parti e che ci possa garantire una buona distribuzione, stiamo lavorando sodo per questo e speriamo davvero di poterci riuscire! E poi a me piacciono gli USA, mi piacciono gli Stooges e gli MC5: del resto quale band non vorrebbe andare a suonare a Detroit?

(G) Ah sì? Sai che ho visto gli Stooges dal vivo solo poche settimane fa? E’ incredibile che Iggy Pop, a sessant’anni, faccia ancora quello che fa….

(W) Beh, il fatto è che lui si fa un mucchio di droghe!!

(CD) Già, e probabilmente questo è il motivo per cui è così in forma…

(W) Sono sicuro che, se lo tireranno fuori dalla bara vent’anni dopo la sua morte, avrà ancora lo stesso aspetto che ha adesso, ah ah ah!!! Le droghe possono fare miracoli….

(CD) Quando ho visto su MTV il video di “Cyanide” sono rimasto molto colpito e l’ho trovato davvero interessante, a voi è piaciuto girarlo e soprattutto siete rimasti soddisfatti del risultato?

(W) Sì siamo abbastanza soddisfatti del risultato finale anche se, tutto sommato, l’ideale sarebbe stato di poterlo realizzare tutto da soli, mentre in realtà esso è il frutto della collaborazione tra noi e il team che ne ha curato la produzione. Difficilmente i video riescono a mostrare le tante sfaccettature che caratterizzano un gruppo, anzi di solito mostrano un unico aspetto ed è per questo motivo che credo che la gente non dovrebbe lasciarsi troppo influenzare da essi. Sempre a proposito di video, quest’estate abbiamo terminato di realizzare quello di Blitzkrieg, che è appena uscito…

(CD) Guardando le vostre foto ho subito pensato che avete davvero un look pazzesco, ma sentendoti parlare mi sono reso conto che non siete uno di quei gruppi che puntano solo sull’immagine, anzi ho l’impressione che siate più che altro una live band…

(W) Certo, è proprio così! Siamo una rock band, non siamo né gothic né metal (anche se la gente cerca di etichettarci in questo modo), e soprattutto siamo molto di più di ciò che possiamo apparire nei nostri video. Con i Deathstars stiamo andando molto oltre i ristretti confini del metal: con le nostre precedenti band non potevamo sperimentare più di tanto ma adesso è tutto completamente diverso da allora, non abbiamo nessuna limitazione e ci sentiamo liberi di sviluppare il nostro sound nella maniera che più ci piace.

(G) Puoi dirci qualcosa a proposito del nuovo disco? Sarà simile ai due precedenti, cioè un mix tra aggressività, potenza, melodie accattivanti e atmosfere “sexy”?

(W) Per ora abbiamo solo scritto qualche frammento di canzone e alcune musiche. Sicuramente il nostro sound si evolverà ma gli elementi base saranno molto simili a quelli che hanno già contraddistinto la nostra musica in passato, che comunque ha la particolarità di essere difficilmente etichettabile perché, come ho già detto, non è né metal né gothic. Direi piuttosto che siamo una rock band influenzata sia da Samantha Fox (!!! ndr) che dai Dark Throne….

(G) Beh, a questo proposito ho già pronta un’altra domanda per te, infatti in passato hai affermato che i Deathstars sono una specie di versione satanica di Samantha Fox…

(W) Il punto è che noi siamo influenzati sia da certa musica pop degli anni ottanta che dall’aggressività tipica del black metal, e naturalmente tali influenze saranno presenti anche sul nuovo album, ma adesso non ti posso dire molto altro riguardo ad esso…

(G) Quello che mi colpisce della vostra musica è il contrasto tra due tipi di attitudine molto diversi tra loro: da un lato ci sono la ruvidezza e certi estremismi tipici del black metal, dall’altro una sorta di ironia…

(W) Non mi sono mai interessato molto a quelle black metal band che si prendevano troppo sul serio, preferendo gente come Dark Throne o Emperor, che invece hanno sempre avuto un atteggiamento abbastanza ironico e distaccato. Le canzoni dei Deathstars non parlano certo di cose divertenti, ma questo non significa che esse non abbiano anche un lato ironico! Insomma, non siamo il genere di band che dice cose come: “Sono davvero malvagio e mi ucciderò in nome di Satana”, piuttosto direi che siamo del tipo: “Mi sento molto sexy e voglio fare sesso con Satana”!!

(G) A proposito di questo argomento devo dire che, leggendo alcune vostre dichiarazioni, mi sembra di aver notato che avete un atteggiamento da veri “machi”…

(W) No no, guarda che noi non siamo affatto dei machi! Siamo molto gay, anzi siamo proprio pro-gay, sul palco ci mettiamo pure a limonare, ah ah ah… Potrei addirittura dire che siamo dei “metrosexual” (si riferisce al termine coniato alcuni anni fa dallo scrittore Mark Simpson, che sta ad indicare il “maschio metropolitano e modaiolo”, ndr), visto che adesso va così di moda!

(G) Quali termini/sostantivi metteresti in relazione con la parola Deathstars?

(W) Oscurità, glamour e distruzione….e anche un paio di sigarette tanto per chiudere in bellezza!

Deathstars © www.deathstars.ne

(G) Nonostante ciò che ci hai detto in precedenza, l’impressione è che voi comunque puntiate molto sul look e sull’immagine: per voi quanto contano veramente queste cose? Tra l’altro in alcune foto e video indossate delle uniformi militari, e mi chiedevo se ciò poteva avere un significato politico…
(W) Beh in realtà abbiamo scelto di avere un’immagine forte perché vogliamo mettere in risalto un paradosso, ovverosia il contrasto che nasce nell’abbinare cose effimere come il look e la moda ai concetti di morte e di oscurità. Se ci pensi bene noterai che perfino il nostro nome è formato da elementi che sono in conflitto tra loro… In generale quello che ci preme sottolineare è l’idea che anche i lati oscuri della personalità dell’uomo possono avere un loro fascino, e che diventare consapevoli di tutto ciò può aiutare le persone a crescere e a migliorarsi. Riguardo alla politica posso dirti che la band non ha nulla a che vedere con essa, ed anche in questo caso si può nuovamente parlare di una visione ironica delle cose: negli anni novanta i seguaci del black metal rappresentavano la ribellione contro i valori morali che la società ti impone e ciò che noi mettiamo in risalto è ancora una volta un paradosso, rappresentato da persone che non credono in certi principi e in certi valori ma che, per contrasto, indossano addirittura delle uniformi.

(G) Vi chiederanno spesso se siete una band satanista o una glam band, tu di solito che rispondi?

(W) Non siamo né l’uno né l’altro, abbiamo semplicemente mescolato un po’ di tutto! Diciamo comunque che siamo “deathglam”…

(G) Ti piace ancora il black metal? Eri in contatto con i personaggi più rappresentativi di quella scena?

(W) “Of corpse”!!!! No, beh in verità non sono molto aggiornato sulle nuove band della scena e credo che quest’ultima non esista neanche più oggi come oggi, ma mi piacciono ancora gruppi come Autopsy, Morbid Angel, Deicide e quelli della “vecchia scuola” death americana. Noi comunque siamo originari della Svezia occidentale e in particolare di Strömstad, una città vicina al confine con la Norvegia, perciò siamo anche stati molto influenzati dalla musica prodotta in quel paese. Ultimamente sto traslocando e mi sono ritrovato in casa una marea di cd black metal, saranno forse una quindicina di kili (!!), ma i gruppi che ancora mi attirano veramente sono i Dark Throne, i Mayhem, le prime cose di Burzum, gli Emperor, i Thorns… No, personalmente non ho mai conosciuto gente come Dead o Euronymous (rispettivamente il cantante e il chitarrista dei Mayhem, entrambi deceduti nei primi anni novanta, ndr) perché sono morti prima che potessi incontrarli, ah ah! Il primo era un grande amico di Jon Nödtveidt dei Dissection (il fratello del chitarrista dei Deathstars, anch’egli deceduto, ndr), mentre il nostro batterista era molto amico di Euronymous. In effetti tutte le persone più estreme della scena black sono morte!!

(G) Già, a questo proposito vorrei dirti che ero molto a disagio prima di quest’intervista perché non sapevo se era il caso o meno di parlare del suicidio di Jon, avvenuto solo poco tempo fa. Ho sempre amato i Dissection e considero i loro primi due album dei capolavori…

(W) Sì, certamente, loro erano davvero i migliori! Nightmare, il nostro chitarrista, è il fratello di Jon ed ha anche ottimamente prodotto l’album che i Dissection hanno fatto uscire quest’estate. Ovviamente nessuno di noi vuol parlare di ciò che è accaduto, eravamo tutti grandi amici di Jon e queste sono vicende molto personali…

(G) Conosci qualche band italiana? Non mi riferisco a Eros Ramazzotti o Laura Pausini però…

(W) Peccato volevo dirti proprio quei nomi lì… però mi piaceva parecchio il primo disco dei Sadist, anche se è roba che risale a molti anni fa!

(G) Per concludere ti dirò alcune parole: prova a dirmi la prima cosa che ti viene in mente nel momento in cui le senti:
“Moralità”

(W) Ma devo dirlo in una parola sola? Mi viene in mente “complicata”

(G) “Depravazione”

(W) Cosa vuol dire, significa depressione? Davvero non ho idea di cosa voglia dire questa parola… Cavolo sto facendo la figura di uno con un quoziente d’intelligenza davvero molto basso…

(CD) E’ un sinonimo di perversione…

(W) Beh, ma io sono un gentleman, perciò “no comment”!

(G) Che peccato, mi aspettavo una risposta un po’ più intrigante da te….

(W) Già, ma sarebbe stato davvero troppo scontato da parte mia dirti qualcosa di particolare proprio su questo argomento!!

(G) Ma mica dovevi per forza parlare di donne e cose di questo genere…
(G) OK, adesso l’ultima parola: “Futuro”
(W) Il futuro è la storia… Io personalmente lo vedo molto molto nero, anche se in senso positivo, ah ah… Credo comunque che, almeno per ciò che riguarda la band, il futuro sarà ok….

Deathstars © www.deathstars.net

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Intervista

Italian Tour 2006

Links:

Deathstars – sito ufficiale

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