Painbastard: No need to worry

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Ver Sacrum In un panorama musicale dove alcuni artisti sembrano fare a gara a chi produce di piu’, un posto d’onore spetta ad Alex P. che, nel giro di poco piu’ di un anno ha sfornato l’album “Overkill”, il mcd “Storm of impermanence” ed ora il nuovo album “No need to worry”, terzo “full length” della sua discografia. Nonostante Painbastard continui a prodursi in un genere abusatissimo quale l’harsh-elettro (avendo in Suicide Commando e nel Wumpscut del periodo “Bunkertor 7″/”Embryodead” due tra i principali ispiratori), devo dire che questo disco riesce in quello che è il suo scopo principale, ovvero indurre alla danza; diversi sono i potenziali hits del disco (“When the rats deserts the sinking ship”, “Sternentanz”, “Poison for your soul”), per un lavoro che alla fine trova (al di là della mancanza d’originalità), i principali limiti nell’eccessiva lunghezza (15 tracce per quasi 75 minuti) e sopratutto nell’uso della voce, veramente insopportabile in alcuni episodi in particolare (“Mother”); un peccato, perchè con un’interpretazione vocale decente, la musica di Painbastard guadagnerebbe qualche punto: a conferma di ciò si ascolti la bella “Torn”,interpretata da Torben Wendt dei Diorama. Tra brani efficaci (pur nella loro struttura ripetitiva e prevedibile) e altri veramente mediocri, “No need to worry” si accoda ai precenti lavori a nome Painbastard, senza infamia e senza lode.

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