Re/Move: Uppercut

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Ver Sacrum La paurosa intro “Uppercut” accoglie le nostre anime dannate: malatissimo coacervo di urla maledette e di rumorismo apocalittico, questa breve scheggia svolge ottimamente il compito che le è stato affidato. Ovvero preparare il terreno alle undici tracce che seguono, improntate su d’un elettro sostenutissimo, sul quale si distende la algida voce di Jesus Alvarez. Ma l’atmosfera di cupa ossessione che pareva incombere su di noi viene stemperata dall’agile strumentismo messo in campo dai Re/Move, capaci di rendere irresistibilmente catchy le loro songs senza scendere a banali e deplorevoli compromessi. “I’m over again” e “We are the message” sono compiute composizioni che esaltano il tappeto ritmico intessuto dal gruppo (piacevolissime le keys di Carlos Arroyo, mentre la chitarra di Manu Pérez è presente, decisiva ma discreta), con l’intrecciarsi di suoni ora freddi e spaziali, ora decisamente più caldi ed umani. Al costrutto così definito partecipa attivamente il drummer Manuel Martìnez, mentre a tratti fa la sua comparsa una delicata voce muliebre (Lara Rodriguez ed Ana Acosta) che par provenire dal centro dell’Universo. L’incipit di “A whey” giuoca sulla maestosità delle tastiere e sull’effetto alienante prodotto da una voce filtrata, lontana ed assolutamente asettica. Episodio dark nell’accezione più profonda del termine, che poi esplode attorcigliandosi letteralmente su d’una vorticosa spirale ritmica. Mi piace la voce di Alvarez, la trovo perfetta per il suono dei Re/Move, fungendo da vero e proprio strumento aggiunto. Oltrepassate le svelte “Not in my name” ed “Are we here”, planiamo sulla lenta e solenne “Understand”: quando i quattro di Tenerife rallentano il passo, creano situazioni davvero intriganti. Ma incombe “Hot skins”, e la velocità torna ad aumentare. I synths volano ad altezze siderali, e sarete indotti a seguirli, vorticando in una danza frenetica! “A perfect place” stupisce per la porzione pianistica (scelta intelligente!) che porta in dote, una piacevolissima sorpresa che va lodata, e che non stona accanto al sound modernissimo di tastiere e drums. Un esordio positivo per i Re/Move, giunti finalmente, dopo alcuni demo di successo, ad una pubblicazione completa che ne esalta decisamente le indiscutibili qualità.

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