Stoneman: Sex.drugs.murder

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Ver Sacrum Alcune settimane fa questa giovane formazione svizzera (proveniente da Zurigo) ha aperto i concerti italiani dei Deathstars, ma purtroppo in più di un’occasione è andata incontro a problemi che ne hanno compromesso l’esibizione, come è accaduto per esempio durante la data di Massa: in quel caso l’impianto del locale saltava ogni qualvolta la band provava a suonare per più di cinque minuti consecutivi, di conseguenza quest’ultima è riuscita ad eseguire soltanto due pezzi ed è poi stata costretta ad abbandonare il palco. Essendo tra il pubblico di quella serata devo dire che la cosa mi è dispiaciuta parecchio, anche perché la musica proposta dal quartetto non è affatto male, ed esso sembra avere le carte in regola per poter tranquillamente dire la propria in ambito alternative/industrial metal. Sex.drugs.murder è infatti un debut fresco, vario e brillante, che non annoia mai ed è caratterizzato da un sound che si basa sull’impatto, sulla potenza e sull’aggressività, ma che spesso associa a tali componenti una buona dose di melodia. Per essere un gruppo con solo due anni di vita direi che gli Stoneman se la cavano alla grande, dimostrando sia buone dosi compositive che discrete qualità interpretative, espresse alla perfezione in brani come “Good bye and fuck you” (davvero lento, noisy e “sofferto” rispetto a tutti gli altri, ma senz’altro molto efficace…), “Devil in a Gucci dress” (ottimo da ballare in discoteca, ma ovviamente solo in quelle più alternative!), “I’m taking your life” (a metà strada tra il gothic metal più funereo e certe nenie “disturbanti” e malate alle quali il signor Marilyn Manson ci ha abituato da tempo…) e l’opener “In my arms” (contraddistinto da un ritornello che definire accattivante sarebbe alquanto riduttivo!). Ho lasciato per ultima la considerazione sulle parti cantate, ma certamente ciò non deve essere visto in maniera negativa, anzi le vocals sono uno dei punti di forza del disco, visto che l’alternanza tra la voce profonda/cavernosa e quella pulita risulta sempre molto azzeccata e piacevole da ascoltare. È chiaro che i quattro non hanno inventato nulla di straordinario, né di innovativo, ma hanno il pregio di non sembrare il clone di nessuna band in particolare, e di saper scrivere canzoni che rimangono impresse con facilità (e magari ti ritrovi pure a canticchiare quando meno te lo aspetti…), per cui non posso che augurarmi di risentirne parlare molto presto, e magari di riuscire (finalmente) a vederne un intero concerto!

Per informazioni: http://www.twilight-mailorder.com/
Web: http://www.stonemanmusic.de/
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