Aa.Vv.: Tal mont de Lune

0
Condividi:

Ver Sacrum L’amico Gianfranco Santoro ha chiamato a raccolta quattordici entità di diversa estrazione onde far sì che questa compilazione, titolata in lingua friulana “Tal Mont de Lune” (“Nel mondo della luna”) risulti un esaustivo manifesto del credo artistico perpretrato dalla sua etichetta Final Muzik (che gestisce col sonic-terrorizer Deison). Composizioni che coprono un vasto range di generi, dal folk neo/apocalittico fin all’ethereal, ma non mancano inserti industrial ed ambient (darkeggiante vieppiù). Diverse le tracce inedite presenti per l’occasione (come “Land’s end” dei miei beniamini all my faith lost…, “Dharma” dei We Wait For The Snow, “Spiritus Patitur” dei medievaleggianti americani The Soil Bleeds Black, gruppo che ha destato la mia curiosità fin dai suoi esordi, considerato il genere proposto e la provenienza, ed infine “A blind squirrel on the drumkit!” dei Northgate, bizzarro esempio di sperimentazione fin dal titolo!), e non mancano le autentiche chicche, come è lecito attendersi considerata la cura che Gianfranco riserva ai suoi progetti. E’ il caso della sognante “Gold” di Sally Doherty and the Sumacs, tratta da una perfo del 2001 tenutasi in quel di Sheffield, UK, o della severa “O tu che vieni al doloroso ospizio” della Camerata Mediolanense, pure live essendo stata registrata nella cornice di Toledo lo stesso anno. Crisantemo del Carrione concede una “Il ballo della peste” in veste definitiva, ed è pezzo pregno di umbratili umori, gli Argine eseguono l’acustica e delicata “In silenzio (Moon version)” mentre John Murphy firma “A secret God”, da solo come Shining Vril, e “Carousel” in associazione con Hunter Barr ed Andrew Trail, sotto la sigla “Knifeladder”, ed in entrambi i casi forte è l’impronta empirica. Voglio sottolineare la presenza di Foresta di Ferro, ancora John Murphy con Marco Deplano e Richard Leviathan, con “La ultime gnot (Ave Maria”) ove fa la sua comparsa la voce del mio pard Francis Tami (suo lo spunto del titolo della collezione), sommersa da un mare di rumori minacciosi che fanno di questo episodio quasi una preghiera contro il caos (è una sensazione as-so-lu-ta-men-te personale), di The Last Fall con “Treasure” (cupissima!), posta all’apertura, ed infine di Manifesto con una “The pillar upon which the world rests” altrettanto tetra. Elegante edizione in digipak, assai essenziale essendo priva di booklet, ma le note non mancano, onde agevolare la compiuta lettura dell’opera. E Final Muzik ha in serbo altre sorprese per i suoi estimatori, le quali verranno disvelate nel corso dei mesi a venire. Vi terrò informati, statene ben certi.

Per informazioni: www.myspace.com/finalmuzik
Web: http://www.finalmuzik.com
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.