Ghoultown: Bury them deep

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Ver Sacrum I Ghoultown sono proprio dei pazzi, ma pure incredibilmente coraggiosi (forse in questo sta la loro follia)… Prendete l’immaginario western tanto caro a Carl McCoy, riducetelo ad una grande farsa, come in una pellicola di Mel Brooks, ed eccovi servito “Bury them deep”, una collezione di otto pezzi (ma il primo, dal minaccioso titolo “Requiem at sundown”, è solo una breve intro) di dark rock deviato con tanto di orchestra mariachi (?) che fa capolino di tanto in tanto. Come se i Calexico suonassero goth vestiti da Fields… Ma non crediate che “Tekilla” (da delirio!), “Blood on my hands” o “Mexican moonshine” siano brani scemi, tutt’altro, sotto quella patina ironica Count Lyle (voce, chitarra ed armonica), Jake Middlefinger (chitarra solista), Lizard Lazario (chitarra acustica e voce), Santi (basso e voce) e Xray (batteria e percussioni) celano una non indifferente vena compositiva, che confluisce in brani dalla robusta struttura e che li rende quanto mai accattivanti. E come rimanere indifferenti di fronte alla geniale ballata che da il titolo all’opera intiera? Pare di veder avanzare, nell’incerto lucore del crepuscolo, un gruppo di manigoldi dai ceffi celati da luridi bandana, avvolti in cenciosi spolverini sotto ai quali, potete starne certi, vi sono delle lucenti Colt pronte ad entrare in azione! Le donne del villaggio fuggono sollevando nuvole di polvere coi loro gonnoni, il becchino prepara assi e chiodi, il prete si nasconde dietro all’altare, al saloon si contano sulle dita di una mano i pochi coraggiosi che affronteranno la Sorte. La disperata “Texas bound” parla di sparatorie e di omicidi consumati tra un confine e l’altro, “Revolucion” di come la vita ai margini della civiltà può mutare da un giorno all’altro, come uno scherzo del destino, “Walkin’ through the desert (with a crow)” merita l’Oscar del titolo più originale della storia del dark! Non riducete “Bury them deep” a mera burla, nientaffatto: i Ghoultown sono terribilimente seri, e quel che cantano non è solo frutto delle loro menti allucinate. E’ proprio la realtà di ogni giorno, trasposta in un mondo dominato dal sole, dalla fame, dalla paura e dalla Morte! Con un pugno di dollari in mano…

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