Martyn Bates: Mystery seas

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Ver Sacrum Martyn Bates non è un autore facile da recensire: infatti la sua discografia è praticamente sterminata e, malgrado io non la conosca tutta approfonditamente, so non essere tutta di livello elevatissimo, pur rimanendo il suo progetto Eyeless In Gaza uno dei gruppi più originali del “pop” degli anni ‘80. Il presente CD è la ristampa di un lavoro del 1995, pubblicato oggi con una nuova copertina. L’opera di Bates è difficile da gestire perché tende a sfuggire alle definizioni: si tratta in genere di musica strutturalmente molto semplice, sostenuta da una strumentazione molto scarna e, almeno in questo caso, quasi ridotta alle sole tastiere, coadiuvate qua e là da suoni di flauti; a tratti, malgrado le evidenti differenze sotto numerosi aspetti (soprattutto il timbro della voce, che in entrambi è fondamentale), mi ha ricordato alcuni lavori del Peter Hammil solista. Nel complesso si tratta di un CD molto morbido e dai toni tenui, una sorta di abbraccio melodico da cui ci si può lasciar circondare volentieri e la bella voce del nostro ben si addice a sonorità di questo genere, anzi, direi che è praticamente perfetta. Trovandomi di fronte a qualcosa di molto lontano dai miei ascolti abituali, tipicamente molto più sporchi e oscuri, ho qualche difficoltà a giudicare se e a chi consigliare l’acquisto di questo CD anche se, personalmente, l’ho trovato molto gradevole.

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