Nicholas Hill & The Universals: Demo 06

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Ogni tanto alla redazione di Ver Sacrum arrivano lavori alquanto bizzarri e difficili da etichettare, ovviamente realizzati da band ancor più strane, ambigue e fuori dai canoni. Nicholas Hill e i suoi Universals entrano di diritto a far parte di tale categoria, e i motivi sono davvero tra i più vari… La prima cosa che salta agli occhi leggendo la biografia è che questi danesi non sono esattamente dei teenager privi di esperienza, eppure (per qualche inspiegabile motivo) essi non hanno ancora pubblicato un vero e proprio full-lenght. In compenso però si sono dati da fare con i demo, facendone uscire ben sei (!!), ed hanno suonato molto spesso dal vivo, soprattutto in Scandinavia e nel Nord Europa. Insomma, oserei dire che il loro percorso musicale non è stato segnato dalle normali tappe evolutive, ma sembra essersi bloccato e essere quindi caratterizzato da una certa staticità. Purtroppo nella già citata bio e nel sito del gruppo ci sono pochissime informazioni a tal proposito (ma anche riguardo a molti altri argomenti…), e quando capita una cosa del genere un recensore si trova in grande imbarazzo perché ha difficoltà nel capire quale tipo di prodotto ha davanti, e in quale modo lo deve giudicare. Come se tutto ciò non bastasse il demo-cd in questione propone materiale che non è né facilmente etichettabile né immediato, ma è anche vero che le track incluse sono abbastanza interessanti e riescono ad intrigare l’ascoltatore grazie alla loro estrema varietà. Nicholas Hill e soci amano mescolare generi come il reggae, lo ska, il jazz, il punk e l’elettronica, ma se dovessi definire il loro sound con un unico termine direi che si tratta di un rock molto raffinato e ricercato, che tra l’altro sarebbe perfetto come colonna sonora di certi “road-movies” americani! Le atmosfere create dai sei musicisti sono davvero suggestive, inoltre ogni brano è stato realizzato/suonato con cura e con una notevole professionalità, caratteristiche che ovviamente aumentano le mie perplessità e i miei interrogativi su questo progetto, rimasto troppo a lungo nell’ombra e nell’anonimato. C’è quindi da augurarsi che, da ora in poi, la band riesca a dare una svolta alla propria carriera, anche perché sarebbe un vero peccato se ciò non dovesse accadere.

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