Dark Day 2006

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Spectra Paris

Spectra Paris (Foto di Giovanni Borriello)

Il Dark Day è da qualche anno uno degli eventi più attesi e seguiti nel panorama “gotico” italiano, con i suoi due appuntamenti (7 dicembre, giorno festivo a Milano, e Pasqua); “saltata” per vari motivi l’edizione pasquale, il mini-festival torna quest’anno, nel giorno di Sant’Ambrogio, in una nuova e prestigiosa location, il Rolling Stone di C.so XXII Marzo, un locale davvero ampio, con un palco ed un impianto di tutto rispetto, a cui mi legano i ricordi di ottimi concerti visti nel corso di tanti anni (Litfiba, Nick Cave, Sisters of Mercy, Einstürzende Neubauten, Soft Cell, Killing Joke, ecc….).

Quando arrivo al locale, sono da poco sul palco i Bloody Mary, gruppo che sembra essere ormai parte integrante nel cast del Dark Day, vista la loro costante presenza da qualche edizione a questa parte. Non mi soffermo molto sulla loro esibizione poiché, non apprezzando per nulla lo stile musicale di questo gruppo, un gothic-rock che ammicca ad HIM, 69 Eyes e simili, ho preferito dedicarmi alle chiacchiere ed allo shopping presso lo stand di dischi degli amici di Transmission.

Secondo gruppo in scaletta sono gli XP8, trio romano alfiere dell’EBM made in Italy, che torna ad esibirsi a Milano dopo qualche anno d’assenza; il concerto proposto dai tre è di buon livello, seguito da un pubblico non particolarmente numeroso, ma sufficientemente “caldo” nei loro confronti. Elettro-EBM dalla forte connotazione dance, per brani immediati e trascinanti a ribadire il ruolo primario degli XP8 all’interno della scena elettro-italiana; una “scena” che, come sostengo da tempo, è ormai popolata da diverse valide bands che meriterebbero maggior attenzione da parte del pubblico di casa nostra.

Il concerto successivo, vede l’esordio assoluto di Spectra Paris, il nuovo gruppo di Elena Fossi, nato dalle ceneri di Siderartica; la formazione vede Elena accompagnata da altre tre ragazze (di estrazione “metal” a quanto si è potuto apprendere da varie fonti nei giorni precedenti): concerto di buon livello a mio parere, con un repertorio che ha proposto alcuni brani dall’album di prossima pubblicazione, un paio di estratti dal repertorio dei Siderartica (dal cui stile Spectra Paris non si discosta poi troppo) e la cover di “Mad World” dei Tears For Fears. Un’elettronica fredda e sensuale che vede Elena Fossi come innegabile protagonista della scena, vuoi per la sua ottima voce, vuoi per il magnetismo che sprigiona sul palco, mentre sono sembrate superflue le presenze delle due ragazze impegnate alla chitarra ed al basso, visto l’apporto praticamente nullo di questi due strumenti nell’arco del concerto; trattandosi della prima esibizione assoluta di Spectra Paris (supportata anche da interessanti proiezioni video), penso che vi sarà modo di correggere anche queste piccole imperfezioni.

E venne l’ora degli And One, gli headliner della serata, alla loro prima esibizione “live” sul suolo italico. Per l’evento si sono mossi anche ragazzi da varie città italiane, con citazione inevitabile per un manipolo di scatenatissimi ragazzi romani, piazzatisi nelle prime file, che hanno ballato (e pogato) e cantato a squarciagola per tutto il concerto, scaldando un po’ un ambiente altrimenti alquanto moscio. Ne approfitto per lanciare il mio ormai consueto grido di dolore nei confronti del pubblico “dark” (quello meneghino in particolare), sempre in prima fila per le serate danzerecce e sempre assenteista sul fronte concerti, visto che anche in quest’occasione, il Rolling Stone ha iniziato a riempirsi solo verso mezzanotte (più o meno in concomitanza con l’inizio del concerto degli And One) e sopratutto dopo il concerto, quando l’ingresso al locale costava meno. Un film già visto, niente di nuovo, ma è assurdo che ci sia gente disposta a sostenere che 15 Euro per quattro gruppi (a prescindere dal fatto che questi gruppi possano interessare o meno, sui gusti non discutiamo) sia un prezzo alto, quando queste stesse persone ne spendono 10-12 per una normale serata in discoteca… ma tant’è, niente di nuovo come già detto.

Tornando al concerto, gli And One si sono prodotti in uno spettacolo veramente ottimo: sciorinando quel synth-pop leggero ed orecchiabilissimo di cui sono uno degli esponenti principali, passando da alcuni brani del recente Bodypop al alcuni grandi classici del loro repertorio, e regalandoci alcune “chicche” come “Personal Jesus”, infilata all’interno di un loro brano, e due pezzi di Rick Astley (i meno giovani se lo ricorderanno, nel bene o nel male) e Marc Almond (purtroppo l’età inizia a giocarmi brutti scherzi e, non avendo scritto questo report “a caldo”, non ricordo più i titoli). Il pubblico (che aumenta brano dopo brano), segue con partecipazione, sopratutto per merito degli scatenati “ultras” romani e Naghavi e compagni, visibilmente soddisfatti dell’accoglienza ricevuta, offrono uno show di tutto rispetto e gradevolissimo: synth-pop coi fiocchi!

Terminati i concerti, in un Rolling Stone ora veramente affollato, inizia la serata danzante, vero scopo di buona parte del pubblico ora presente; per quanto mi riguarda invece, dopo brevi lassi di tempo trascorsi in entrambe le sale, per capire dove la musica sia meglio (o meno peggio) giunge il tempo di ritirarsi verso casa. Al prossimo Dark Day e presumibilmente, a prescindere da chi suonerà, alle stesse considerazioni.

Si ringrazia Giovanni Borriello per le foto del concerto.

And One

And One (Foto di Giovanni Borriello)

Links:

And One – sito ufficiale

Spectra Paris @ MySpace

XP8 – sito ufficiale

Bloody Mary – sito ufficiale

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