Klinik /Vidna Obmana: Greed

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Ver Sacrum Seconda release, sulla breve distanza, per la collaborazione tra Klinik (nella persona di Marc Verhaeghen) e Dirk Serries, che con Vidna Obmana rappresenta un frammento di Storia seminale per gli amanti delle sperimentazioni oscure. E stavolta, rispetto al precedente “Gluttony” (secondo album di una serie dedicata ai sette peccati capitali), in cui la componente a nome Serries risultava a suo modo predominante, il melting tra i due progetti si consolida e compenetra, riportando al punto in cui il discorso si era interrotto solo nelle atmosfere rarefatte dell’iniziale “Greed One”, per poi riprenderlo su coordinate maggiormente elettroniche, in una modalità parallela e differente, trasferendo in un altro linguaggio le medesime intenzioni. “Greed Three” ne è un esempio completo:una sensazione di viaggio siderale arricchita da ritmi tanto minimali quanto capaci di combinarsi in un’intensità e una “pienezza” avvolgenti, in una serie varia e coerente, completandosi in tredici minuti vicini ai This Morn’Omina più “mistici” e a loro modo a una certa attitudine da elettronica tedesca di Tangeriniana memoria, in uno stile però personale, che riflette a pieno le peculiarità delle due menti creanti. E questo sentiment si replica in “Greed Six”, in cui, da un incipit sussurrato, il ritmo si impone come corpo della canzone, in tutte le sue continue evoluzioni, in progressione circolare. Il ritmo, infatti, diventa l’elemento cardine di “Greed”; un ritmo senza velleità danzereccie, che tra le mani di Serries e Verhaeghen acquista il compito di sostegno ai suoni e atmosfere dall’enorme valenza emozionale. Difficile e imperdibile.

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