Pankow

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L’uscita del box The art of gentle revolution è stata per me l’occasione di riscoprire i Pankow, un gruppo che ho seguito negli anni ’80 un po’ distrattamente (all’epoca avevo un filino di idiosincrasia per l’elettronica…). E’ stato davvero amore a primo ascolto! Sono andato così alla ricerca dei loro vecchi dischi tanto che ormai ho praticamente tutto della loro produzione.
Vi propongo di seguito una selezione delle uscite a mio avviso più significative del gruppo, scelte che sono anche state commentate da Alex Spalck (AS) e Maurizio Fasolo (FM).
Buona lettura e… se qualcuno può rimediarmi Throw out rite (a meno che non esca davvero su CD) si faccia vivo all’indirizzo della redazione!

Throw out rite (cassetta, 1983). Prima produzione ufficiale del gruppo, licenziata sotto forma di cassetta dalla Electric Eye (label associata all’epoca alla rivista Rockerilla). La band era già alla sua seconda incarnazione e vedeva in formazione Maurizio Fasolo, Alex Spalck e Massimo Michelotti (fratello di Marcello dei Neon). Vero pezzo per collezionisti di cui ormai si è ormai persa ogni traccia. Se lo cito in questo spazio è perché spero che i Pankow me ne facciano una copia!!!
FM: Bellissimo, e poi tra poco uscira su CD…
AS: Io non ce l’ho, devi chiedere a Maurizio. C’e’ la prima versione di “Wodkachaos”, era un periodo eccitante, suonavamo per ore e ore senza pause e senza commenti o discussioni…
Pankow e.p. (EP, 1984). E’ l’esordio su vinile, contenente 4 pezzi tra cui “God’s deneuve” e soprattutto “Das Wodkachaos”, pezzo che spopolerà nei dancefloor alternativi stranieri e getterà le basi della fama del gruppo in terra tedesca. Tre dei brani qui presenti saranno poi inclusi nella compilation Wodka, Erdbeeren und Weitere Katastrophen (si veda di seguito).
FM: Buon disco, prodotto da un buzzurro, abbiamo avuto poco controllo, eravamo giovani e inesperti
AS: “God’s Deneuve” era carina, molto orecchiabile, non l’abbiamo più suonata dal 1984…
Freihet für die Sklaven (LP, CD, 1987). Fortunatissimo album d’esordio. La collaborazione con Adrian Sherwood al banco di mixaggio (un po’ troppo marcata la sua influenza a mio parere), la copertina di H.R. Giger, i testi in inglese e tedesco, ma soprattutto la qualità dei pezzi qui presenti permette al gruppo di costruire una solida reputazione in tutto il mondo.
FM: Anche se non lo è, è un disco bellissimo! Sarà sempre il mio preferito per tantissime ragioni.
AS: La rinascita, la sperimentazione, pura travolgente fisicità, dal vivo eravamo magici…
Kunst und Wahnsinn (12″, 1989). Il singolo perfetto, una macchina da guerra per il dancefloor. E’ un vero peccato che la generazione attuale di dj abbia dimenticato questa canzone. Da riscoprire e da ballare fino allo sfinimento.
FM: L’ho suonato talmente tante volte che non ne posso più ma mi piace tanto!
AS: Odio, arte e follia, la psichiatria di Basaglia e Laing, la malattia come liberazione…
Freedom for the Slaves (EP, CD, 1989). La fama dei Pankow raggiunge anche gli Stati Uniti, dove la Wax Trax! di Chicago (già etichetta dei Ministry, KMFDM, Revolting Cocks, etc.) dà alle stampe questo disco. Nonostante il titolo faccia pensare diversamente non si tratta della ristampa di Freiheit ma di un ep con 6 pezzi, tra cui “Kunst und Wahnsinn” e la rare tracce “Texas & Paraguay” e “Wet”, precedentemente apparse solo su 7″.
FM: Un dischetto…
AS: Ci ha aperto la strada per gli USA, operazione commerciale…
Gisela (LP, CD, 1989). Senza ombra di dubbio una pietra miliare della musica electro-industrial. Un album semplicemente perfetto, in cui si esprimono al meglio tutti gli elementi caratteristici del gruppo: la cura certosina nei suoni e negli arrangiamenti, l’originalità delle linee melodiche, l’ironia dei testi, la potenza e, “last but not least” la capacità di far ballare. Il gruppo dimostra inoltre di avere la giusta maturità per gestire al meglio il rapporto con i prestigiosi collaboratori al banco di mixaggio (Rico Conning e di nuovo Adrian Sherwood). Un vero capolavoro!
FM: Sherwood… no no non c’entra nulla! Tutta roba nostra! Ci ha aiutati molto Rico Conning, una brava persona e molto capace! Gisela è un disco molto complesso ho difficoltà a parlarne, lo sento come una cosa più grande di me, un po’ estraneo… è strano!
AS: Sherwood non c’entra, il lavoro di produzione lo ha fatto Conning. Ha funzionato, ha provocato, sono 25 anni che non lo sento, non mi appartiene più…
Omne animal triste post coitum (LP, CD, 1989). Gisela spalanca definitivamente ai Pankow le porte della scena industrial europea e statunitense. Il gruppo parte per un lunghissimo tour che oltre ad attraversare l’Europa fa tappa per ben 28 date negli Stati Uniti. L’album è una sorta di bootleg ufficiale di questo tour, registrato direttamente dal mixer, senza overdub o rilavorazioni in studio; un documento efficace dell’estro e della potenza del gruppo dal vivo.
FM: Ogni concerto un dat, è stata dura selezionare; c’è veramente il meglio di noi dal vivo, più un’improvvisazione incredibile di 9 minuti con i Die Erde dove canta solo Tobias… Alex cantava sì! ma col microfono staccato e se n’è accorto solo alla fine del pezzo!
AS: Il tour negli USA è il culmine della carriera dei Pankow (e della mia vita), tutto il resto è nostalgia…
Svobody (LP, CD, 1991). Apparentemente il primo disco industrial uscito nei paesi dell’ex-cortina di ferro, Svobody è una raccolta di remix con alcuni tra i maggiori successi del gruppo (da “Kunst und wahnsinn” a “Gimme more (much more)”, “Sickness taking over” e “Nice Bottom”) e diversi pezzi inediti.
FM: Discuccio… I soli brani che si salvano sono “No Fun” e “Love is the Biggest Pig”, gli unici due inediti della raccolta e molto belli con Alex in piena influenza e naso tappato.
AS: Operazione commerciale della Contempo…
Treue Hunde (LP, CD, 1992). Dopo il lungo tour mondiale qualcosa nell’alchimia speciale che aveva prodotto Gisela si è spezzato. Treue Hunde è un album nato male ma che presenta comunque dei felici episodi, a fianco di cose un po’ meno riuscite. All’epoca della sua uscita non fece un gran scalpore: ora è il caso si riscoprire i suoi lati migliori.
FM: Ho già detto tutto, ero talmente scontento che non ho voluto fare neanche la copertina.
AS: Ho rovinato tutto, ero scoppiato… Non mi posso perdonare pezzi come “Stupidity” o “My Baby can”, sono da ritiro della licenza… Chiedo scusa.
Pankow (CD, 1996). Alex Spalck aveva deciso di trasferirsi in Australia, abbandonando così i Pankow. Maurizio Fasolo, insieme al resto del gruppo, decise di andare avanti reclutando come nuovo cantante Gianluca Becuzzi dei Limbo. Musicalmente Pankow è un album molto bello, oscuro e potente, con dei suoni in linea con le tendenze dell’epoca in campo industrial (es. il modo in cui sono usate le chitarre). Ma la voce spesso in “growl” del cantante, i testi che è eufemistico definire banali rovinano l’insieme. Quel che è peggio è che totalmente assente l’ironia tipica degli episodi in cui figurava Spalck, col risultato che il CD suona come una versione “superomistica” dei vecchi Pankow.
FM: La musica mi piace, con Alex sarebbe stato diverso, avrebbe sicuramente avuto una struttura d’arrangiamento differente. Ho voluto fortemente questo disco, non mi importava con chi. Ho scelto tra quel poco che mi si offriva intorno e c’era veramente poco. Farò uscire prima o poi una versione strumentale di questo disco, sarà la cosa migliore da fare per rendergli giustizia.
AS: Non l’ho mai sentito.
Wodka, Erdbeeren und Weitere Katastrophen (CD, 1997). Raccolta di rarità, pezzi inediti e “alternate version”. Così detto sembrerebbe un’opera per soli collezionisti del gruppo: il risultato è invece superbo e può essere di estremo interesse per tutti, data l’alta qualità dei brani qui presenti, composti dal gruppo tra il 1982 e il 1992. Completa l’opera un eccellente booklet con una presentazione di ogni singolo pezzo a cura di Maurizio Fasolo, una breve biografia del manager Sebastian Koch, la discografia completa e varie foto. Da non perdere.
FM: Un bel ricordo di me e Sebastian seduti davanti a uno scatolone pieno di cassette ammuffite e tanti post-it attaccati sopra. Dopo Freiheit… è il disco che preferisco dei Pankow.
AS: “Lili Marleen” era un gran pezzo, un’occasione mancata…
Life is offensive and refuses to apologise (CD, 2002). Dopo sei anni di silenzio totale e oltre dieci anni dopo Treue Hunde tornano insieme Fasolo e Spalck per un album davvero eccellente. L’irruenza degli anni ’80-’90 è stata sostituita da un approccio più rigoroso e da un tono talvolta più intimista nei brani: l’industrial ha così ceduto il passo ad un’elettronica raffinata di sapore avantgarde. Un ritorno in grande stile. (leggi la recensione di Ver Sacrum)
FM: E’ molto bello, lo ascolto ancora con piacere, un disco pieno di dediche, una copertina violenta, forse la piu bella! Non dimenticare Fuckart (leggi la recensione di Ver Sacrum)! Opera del Cellai: io c’ero ma dormivo e quando mi sono svegliato era già finita!… Sfido chiunque ad ascoltarla tutta in un botto e non addormentarsi prima della fine!
AS: E’ stata una bellissima esperienza, un ritorno a casa, ha sanato un sacco di ferite…
The art of gentle revolution (Box, 2005). Chi si fosse perso i primi 4 CD ufficiali del gruppo può rimettersi in pari con questo cofanetto, che, oltre ad un CD bonus di pezzi rari, contiene lo splendido libretto Pankow – The Movie, in cui Alex Spalck, in uno stile personale e tremendamente efficace, racconta i suoi giorni nei Pankow. (leggi la recensione di Ver Sacrum)
FM: No comment…
AS: E’ stato divertente scrivere il libro… nonostante l’età avanzata, il progredire inesorabile del morbo di Alzheimer, i blackouts ripetuti, mi sono ricordato di tutti gli episodi ripetibili (e qualcuno irripetibile) che hanno caratterizzato la nostra vita di nomadi e rumoristi. Se rinasco mi piacerebbe rifare gli stessi errori e rivivere le stesse nottate…

Links:

Pankow – Discografia completa (Discogs)

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