White Willow: Storm season

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Ver Sacrum Disco datato, essendo uscito nel 2004, ma che mi sento in dovere di segnalare agli attenti lettori di Ver Sacrum in quanto dotato di una incomparabile cifra stilistica. Il gruppo norvegese di Sylvia Erichsen (voce) e di Jacob Holm-Lupo (chitarre e tastiere oltrecché produttore) riesce a far vibrare le più recondite corde della nostra anima, calandosi con grazia arcana nei più ascosti recessi della sensibilità della quale ogni essere umano, anche colui che si finge insensibile al richiamo dell’arte, è intimamente dotato. I White Willow, al pari dei loro vicini svedesi Anekdoten, Landberk ed Anglagard, riescono a rendere vieppiù attuale, rinnovandola, la lezione impartita negli anni settanta dai King Crimson più obscuri e dai Van Der Graaf Generator più ermetici, abbellendola di inserti mediati dalla tradizione folcloristica di questo lembo di Scandinavia, giungendo alla definizione di un’opera che lascerà stupefatto più d’uno, grazie all’uso sapiente di stromenti onoratissimi, e solo apparentemente appartenenti al passato, quali Mellotron, Moog ed Hammond. “Storm season” nobilita l’aggettivo dark, richiamando lande dominate dalla bruma e battute da una pioggia incessante, come effigiato nel bel booklet allegato al disco. E’ come resistere alla furia di una tempesta, ritti sugli scogli, il volto flagellato da gelidi spruzzi e graffiato da un vento che par non voler assolutamente conceder tregua, certi che alla fine si uscirà vincitori sugli elementi. Anche le rade impennate elettriche vengono incanalate con sapienza dagli esecutori, attenti al risultato complessivo, all’effetto scenico più che alla dimostrazione di destrezza, eppur la tecnica quivi non difetta! Mi par superfluo a questo punto aggiunger altro, se non citare chi si è assunto l’onere di cotanto sforzo compositivo: oltre a Sylvia e Jacob, Johannes Saeboe (chitarre), Lars Fredrik Froeislie (i marchingegni citati sopra), Marthe Berger Walthinsen (basso), Aage Moltke Schou (batteria e percussioni), Ketil Vestrum Einarsen (flauto, synth), Sigrun Eng (violoncello), Fin Coren (voce su “Soulburn”) e Teresa K. Aslanian (ghost voice su “Sally left”). Una nota di colore per concludere: parti delle registrazioni sono state effettuate nelle fattorie di Jacob e di Lars (quest’ultimo un allevamento di maiali)!

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