Alec Empire

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Alec Empire e Zan Lyons

Alec Empire e Zan Lyons, Prato 13/01/2007 (Foto di Christian Dex © Ver Sacrum)

Talvolta capita di andare ad un concerto senza avere grandi aspettative, e di scoprire che il gruppo protagonista della serata dà il meglio di sé proprio dal vivo, invece altre volte uno si immagina chissà che cosa e alla fine rimane un po’ deluso, perché ciò che aveva pensato non trova corrispondenza con la realtà. Nel caso di Alec Empire (al secolo Alexander Wilke) le mie aspettative erano molto alte, e forse proprio per questo la sua pur dignitosa (e tecnicamente apprezzabile) performance non mi ha esaltato granché: credevo che l’ex cantante degli Atari Teenage Riot fosse un specie di furia dal vivo e che cercasse in continuazione (e in qualunque modo) un contatto con il pubblico, invece non è andata esattamente così…

Peccato davvero perché il contesto in cui si è tenuto il concerto era dei migliori, difatti il Siddharta è un locale adattissimo ad ospitare eventi di questa portata (non è troppo piccolo ma nemmeno troppo grande e dispersivo…), inoltre il pubblico presente era piuttosto numeroso oltre che vario, essendo composto sia dai comuni “avventori” della discoteca (principalmente gotici, cyber e metallari…) che da una vasta gamma di tipi alternativi e di freak da centro sociale, che di solito spendono altrove i loro sabato sera ma che non potevano certo mancare in un’occasione del genere. Eh sì perché il buon Alec, in precedenza, non si era mai esibito nella zona di Prato/Firenze, e in generale le sue apparizioni in terra italica non sono mai state molto numerose, per cui chi è venuto a vederlo lo ha fatto perché interessato sia alla sua carriera da solista che al suo illustre passato.

Personalmente non posso dire di aver seguito da vicino le vicende degli ATR, difatti la loro musica non mi ha mai attirato molto, mentre per ciò che riguarda gli album solisti di Alec Empire ho apprezzato di più Intelligence and sacrifice (il disco uscito nel 2001) che il successivo Futurist (pubblicato nel 2005), un lavoro non particolarmente ben riuscito dal quale egli sembra aver preso le distanze, come del resto dimostrano sia alcune affermazioni fatte nel corso dell’intervista rilasciataci prima dell’inizio dello show pratese, sia il fatto che quest’ultimo si è basato più che altro sui brani contenuti nell’esordio (vedi ad esempio “The ride”, “Addicted to you” “Path of destruction” e “Everything starts with a fuck”). Sul palco la band si è presentata con una formazione a tre comprendente, oltre al già citato frontman, il “laptop master” Zan Lyons e la tastierista/manipolatrice di suoni (o forse dovrei dire rumori…) Nic Endo (anche lei ex-ATR), tanto affascinante quanto statica e imperturbabile. In tutta la sera non l’ho mai vista sorridere una volta, e a dire il vero la cosa mi ha un po’ spiazzato visto che ho avuto l’impressione che non le potesse fregare di meno di star lì a suonare! Anche i suoi due compari, comunque, non sono mai apparsi molto entusiasti o realmente coinvolti dalla situazione, e mi sembra che si siano limitati a svolgere il loro compitino senza impegnarsi granché.

E pensare che all’inizio il cantante mi aveva fatto ben sperare, lanciandosi in un paio di stage-diving e andandosene a “urlare” in faccia ai ragazzi che si trovavano nelle prime file, ma purtroppo la cosa è finita lì e per il resto dell’esibizione se ne è rimasto sul palco quasi sempre fermo nella stessa posizione, con il piede sulla spia e lo sguardo fisso nel vuoto! Qualcuno a questo punto potrebbe obiettare che se volevo vedermi un concerto davvero incasinato, con invasioni di palco, stage-diving a raffica e contatto continuo tra pubblico e gruppo, allora dovevo andare a vedermi i Sick Of It All (!!), ma rimane il fatto che la band in questione, ad eccezione del frontman, ha una presenza scenica e un carisma che rasentano lo zero, e che comunque anche quest’ultimo non ha saputo creare un’atmosfera particolare e non è riuscito a trasmettere quell’energia che fa la differenza tra una performance “carina ma normale” e una “memorabile”. Addirittura alla fine dello show, quando il trio ha proposto la lunghissima e ultra-noisy “New world order”, non ho potuto fare a meno di sbadigliare e di domandarmi quando avrebbe finito, perché l’idea di star lì ferma ancora per un bel po’ non mi esaltava per nulla…

Insomma, niente da ridire sulle capacità esecutive dei tre, e neppure riguardo alla musica proposta (anche se, in tutta onestà, non mi pare che quest’ultima sia così tanto innovativa come afferma Mr Empire…), ma per il resto mi hanno convinto poco: sarà che stanno “invecchiando” (??) e non hanno più voglia di “scalmanarsi”, sarà che, tutto sommato, sono un po’ dei fighetti travestiti da alternativi (del resto chi era nelle prime file non avrà potuto fare a meno di notare che, ogni tanto, dai jeans del cantante spuntavano fuori degli slip griffati “Calvin Klein”!!), fatto sta che passerà un po’ di tempo prima che mi torni la voglia di andare a vederli!!

Intervista

Zan Lyons, Alec Empire e Nic Endo

Zan Lyons, Alec Empire e Nic Endo, Prato 13/01/2007 (Foto di Christian Dex © Ver Sacrum)

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