Coil: ANS

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Ver Sacrum È inutile dire che l’uscita di The ape of Naples mi ha spinto ad andare alla ricerca di parti della discografia dei Coil che, nel recente passato, mi erano sfuggite. Una di queste è proprio questo cofanetto costituito da tre CD più un DVD intitolato ANS; questa sigla (che sta per Alexandr Nicolaevitch Skryabin, musicista russo della cui musica l’inventore dell’ANS era innamorato) è il nome che uno scienziato russo chiamato Eugene Mursin diede alla sua geniale creatura: uno strumento musicale in grado di trasformare disegni, creati su speciali dischi di vetro, in suoni, in modo da permettere ad un musicista di approcciare la propria arte nello stesso modo in cui lo avrebbe fatto un pittore. Si tratta di uno strumento dalle capacità timbriche e, più in generale, sonore quasi illimitate (basti pensare che ciascuna delle dieci ottave coperte è suddivisa in 72 intervalli anziché nei normali 12 semitoni), utilizzato, in passato, quasi esclusivamente da sperimentatori russi (tra i quali i più “famosi” sono Alfred Schnitke e Eduard Artemeiev, che lo sfruttò nella colonna sonora di Solaris) che, a vederlo, sembra un capolavoro di archeologia industriale; alcuni lo considerano il primo sintetizzatore elettronico della storia. In questo lunghissimo lavoro, costituito da sette composizioni che durano dai venti ai trenta minuti circa, si cimentano John Balance, Peter Christopherson, Tightpaulsandra, Ossian Brown e Ivan Pavlov, da soli o, in alcuni casi, a coppie, creando una infinita serie di suoni assolutamente indefinibili: drones, trilli e suoni ambientali in costante e lenta variazione che fanno di questo uno dei lavori più ostici del gruppo inglese. Gli esperti sostengono (e trovo facile crederlo) che l’ANS sia uno degli strumenti elettronici più difficili da maneggiare in assoluto e che richieda lunghissimi tempi e notevole dedizione per permettere di ottenere risultati di un certo livello; i Coil, neofiti assoluti dello strumento, riescono comunque a conseguire un discreto successo creando un’opera, a suo modo, estremamente affascinante; d’altra parte, considerato il prezzo del cofanetto e la difficile digeribilità del risultato sonoro, ne consiglierei l’acquisto esclusivamente agli ammiratori più sfegatati dei Coil, dei quali mi sento assolutamente di far parte.

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