Fuori uso: Black signs

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Ver Sacrum Buona l’attitudine esibita dai bergamaschi Fuori Uso, four-piece che ha superato il decennio d’attività e che giunge al cruciale appuntamento coll’esordio sulla lunga distanza con “Black signs”, godibile compendio di rock depravato ove street metal e soluzioni darkeggianti non stridono affatto (“Danger in the city”). L’esperienza del combo emerge dall’ascolto di tracce sfrontate quali “Sexy teens (the ecstasy)” o “Decadence dream”, mentre non va taciuta la presenza della cover di “Liar” dei Sex Pistols, un chiaro riferimento al punk più cazzone che i nostri evidentemente amano. Riffs che si accavallano furiosi, sostenuti dalla tosta sezione ritmica, sui quali la voce di Holly s’arrampica ad urlare al mondo intiero la propria rabbia (“F.T.W.”). E’ ben vero che nulla di innovativo emerge dall’ascolto del disco, e che questi proclami quante volte li abbiamo uditi, ma non possiamo evidentemente farne a meno! Anche perchè i Fuori Uso sono musicisti preparati (e “My sweet witch” dalla bella architettura esecutiva lo dimostra appieno!), mica il solito gruppo di amici megalomani per i quali la musica è solo occasione per far casino o per pomiciare con qualche ragazza brufolosa! Non mancano concessioni alla melodia (anche in questo caso malata, si badi), come nella conclusiva “Sexy teens (the dream)”, la quale evidenzia sfumature che possono esser ricondotte a quanto proposto ultimamente dai giuovini beniamini delle adolescenti My Chemical Romance. Credetemi, il genere proposto non sarà proprio di moda, anche se ultimamente i segni di rinascita si fanno sempre più frequenti, ma i Fuori Uso meritano rispetto (se fossero poi svedesi, sarebbero già sulle copertine di qualche magazine, assicurato)!

Per informazioni: www.fuoriusoweb.com
Web: http://www.gattipromotion.it
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