Patrick Wolf: The magic position

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Ver Sacrum Patrick Wolf ha solo ventiquattro anni ma ha già una discreta carriera alle spalle, difatti i suoi primi due album (intitolati rispettivamente “Lycanthropy” e “Wind in the wires”) hanno ottenuto un buon successo di critica, ed il pubblico ha iniziato molto presto a considerarlo un artista di culto. Dai tempi dell’esordio fino ad oggi il suo nome è stato spesso affiancato a quello di celebri esponenti della scena alternative, vedi ad esempio Marc Almond e Dave Gahan, ma il talentuoso cantautore è sempre riuscito a rendere personale la sua proposta e ce lo dimostra anche con The magic position, un disco che mi ha colpito fin dalle prime battute grazie alla sua freschezza e al suo “candore”, per non parlare poi del fascino insolito che caratterizza i passaggi più melodici ed emozionanti. L’iniziale “Overture”, ad esempio, è un pezzo che cattura subito l’attenzione perché incentrato su un ritornello che rimane particolarmente impresso (e che uno si ritrova a canticchiare quando meno se lo aspetta), ma anche perché la sua struttura portante è data da uno strano mix tra elettronica e folk-music, al quale si aggiungono vocals di tutto riguardo. Seguono poi un paio di song divertenti e immediate come la titletrack e “Accident & emergency”, con le quali il signor Wolf dimostra una volta di più di avere grandi doti interpretative e di sapersi quindi calare alla perfezione nell’atmosfera dei suoi brani, siano essi malinconici e riflessivi oppure leggeri e scanzonati. Andando avanti con l’ascolto del cd ci si rende conto che i pezzi di qualità sono davvero tanti: gli eleganti e raffinati “Bluebells”, “Augustine” e “Stars” sono tra questi, ma è forse lo struggente “Magpie” (nel quale il giovane Patrick duetta con Marianne Faithfull) quello che più di tutti riesce ad emozionare l’ascoltatore. La mia impressione è che il maggior pregio di questo musicista sia proprio la sua capacità di comporre materiale difficile da etichettare: per certi versi le sue canzoni sono voluttuosamente pop e accessibili, ma è anche vero che esse sono il frutto di una ricerca molto particolare, sia per ciò che riguarda l’aspetto formale che le liriche, e questo ovviamente induce ad apprezzarle ancor di più. Un lavoro tutto da scoprire insomma, che mostra appieno la bravura di un artista dotato di grande sensibilità.

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