Rose Rovine e Amanti: Rituale romanum

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Ver Sacrum In passato mi era già capitato di recensire un lavoro di Rose Rovine e Amanti, ovverosia del solo-project dell’artista romano Damiano Mercuri: in quel caso si trattava di un demo autoprodotto, ma ricordo che esso mi colpì in maniera molto favorevole, non soltanto perché conteneva musica ben fatta e ispirata, ma anche per la veste grafica con la quale veniva presentato, davvero fine, elegante e ricercata. Da allora sono passati quasi cinque anni e ovviamente molte cose sono cambiate nella scena neofolk (che ormai da tempo continua a ripiegarsi su se stessa…), ma per fortuna capita ancora di imbattersi in album che riescono veramente a colpire nel segno e ad emozionare l’ascoltatore. Rituale romanum è senz’altro uno di quei pochi che lo fanno, al suo interno infatti non troviamo le solite canzoncine sempliciotte suonate così così (e cantate pure peggio…), ma composizioni che, pur basandosi su una certa linearità strutturale, sono contraddistinte da melodie suadenti e piacevolissime, oltre che da parti vocali convincenti e piuttosto originali. Basta sentire anche pochi pezzi per rendersi conto che D. Mercuri è uno di quei musicisti che non lasciano nulla al caso e che dedicano ad ogni minimo dettaglio una cura certosina, non per niente i suoi brani sanno mettersi in evidenza sia da un punto di vista formale che contenutistico, regalando forti emozioni grazie alla loro intensità e, perché no, anche alla loro immediatezza. La mia opinione è che l’album sia da apprezzare nella sua totalità perché non include alcun episodio di livello inferiore rispetto ad altri, ma non posso fare a meno di citare alcune canzoni che mi hanno particolarmente colpito, vedi ad esempio le ottime “Perso nel cuore di una foresta nella nera Germania” (gran bell’esempio di neo-classical-folk caratterizzato da oscure atmosfere e da un azzeccato crescendo sonoro), “Angel always stands for us”, “Dersu uzala” e “Soldato cristiano” (nella quale compare come special guest Josef K. dei Von Thronstahl). Un cd davvero notevole insomma, che dimostra ancora una volta che, almeno per ciò che riguarda questo particolare genere musicale, l’Italia ha cose parecchio interessanti da dire…

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