Speciale Benekkea Net Label

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GalatiGalatiWistful, introspective home-recorded bedroom space rock music (Code: BKK023; Format: 224 Kbps Mp3). Roberto Galati è il responsabile unico di questo progetto, e si occupa di tutta la strumentazione utilizzata (sintetizzatore, computer, basso, violino e chitarre); chi fosse convinto del fatto che le one man band sono dedite esclusivamente alla musica elettronica (scura o meno che sia), in questo caso dovrà ricredersi, visto che ci troviamo dinanzi ad un progetto decisamente più spinto verso sonorità rock non troppo pesanti, con influenze che vanno dalla new wave ad un post rock abbastanza leggero ma a tratti molto piacevole e qualche lontano vagheggiamento progressive. Galati ha realizzato numerosi demo CD e i brani qui presenti sono tratti da tre di questi, registrati tra il 2003 e il 2005; in un paio il nostro si fa aiutare dalla voce di Stella dei Secret Disease. Nel complesso il lavoro può essere alquanto piacevole, anche se a mio parere è un po’ troppo discontinuo e, personalmente, sono convinto che un vero gruppo alle spalle gioverebbe non poco al suono, che risulta, in alcuni casi un po’ posticcio. Ciononostante sono presenti, in quest’opera, due brani che ritengo siano delle piccole gemme: mi riferisco a “Where the light stops” e “Deepest sea”: è in questa direzione che, a mio parere, dovrebbe cercare di evolvere il nostro: verso una dimensione strumentale (in effetti la voce non è eccezionale…) che unisca strutture complesse e sovrapposte a sensazioni tra l’onirico e lo psichedelico: le premesse, in tal senso, ci sono tutte e la particolare tipologia musicale si sposa molto meglio, rispetto ad una forma più tipicamente wave, con la scelta di un progetto in solitaria.  http://www.galatimusic.com/

Transcendent DeviceTranscendent DeviceImmeasurably Deep Is The Signless Significance (Code: BKK022; Format: 256 Kbps Mp3). Questo progetto, proveniente da Englewood in Colorado e costituito dal solo Michael Todd, si colloca ancora in un ambito dark ambient e ci dona questa breve opera costituita da quattro brani dalla lenta e profonda evoluzione, basati su drone e percussioni talvolta accompagnati da rumori e campionamenti di vario genere, come il canto rituale presente in “Embracing the eternal now”. Si tratta di un lavoro di ottima fattura, che trovo molto coinvolgente a livello emozionale, grazie anche all’uso di suoni profondi e d’impatto. Meno ostico e rumoroso di altre produzioni dell’etichetta, è in grado di suscitare sensazioni intense. Dello stesso progetto è possibile reperire in rete anche un altro breve lavoro, intitolatoDegree Absolute mentre è in fase di realizzazione una trilogia che dovrebbe essere pubblicata sotto forma di cofanetto.http://www.myspace.com/transcendentdevice

Vidi AquamVidi AquamOmbre Sonore (Code: BKK021; Format: 224 Kbps Mp3). Non posso certo definirmi uno storico della band milanese Vidi Aquam, creata nell’ormai lontano 1994 e in cui hanno militato nomi ben noti nella scena italiana, come quelli di Nikita, Trevor (Northgate e Camerata Mediolanense), Stefano Saguatti (Camerata Mediolanense) e, pur avendone sentito parlare molto in tempi molto lontani, sono entrato in contatto con la loro musica solo nel 2000 con l’uscita del mini CD-R Queen of spades. Chi dovesse affrontare l’ascolto di questa pubblicazioni, però, è bene che si prepari a qualcosa di molto diverso dalla musica in stile 4AD del lavoro sopra citato. Si tratta, infatti, di una ventina di minuti di elucubrazioni elettroniche del solo Nikita, risalenti ai primissimi periodi del progetto (tra il 1993 e il 1995). Non è facile dare una descrizione della sensazione complessiva della breve opera, che rimane nel complesso alquanto astratta: si va dal tono fetish dell’iniziale “Crucifixion” (tra suoni di basso, frustate e colpi di martello sui grossi chiodi) alle allucinate note pianistiche di “Mata Hari’s dance” alle sonorità da fantascienza anni ’50 di “Drop-out”. Un documento storico interessante che fa piacere poter ascoltare. http://www.rosaselvaggia.com/homeva.htm

TziiTziiL’oratoire du silente (Code: BKK020; Format: 224 Kbps Mp3). Tzii è un progetto francese il cui unico elemento, di cui purtroppo ignoro il nome, si diletta anche a lavorare su materiale video, a collaborare con numerosi altri musicisti e a mandare avanti una piccola etichetta. In ambito musicale, si muove nei territori del death industrial con saltuari passaggi più rumorosi e stridenti e campionamenti di vario genere, dalle voci recitanti ai canti gregoriani ad apparenti e trasformati “field recordings”. Le atmosfere sono, come ci si può attendere, scure e mortifere, talvolta molto prossime al silenzio ma allo stesso tempo lontane, per fare un esempio sempre tratto dai lavori di Benekkea, dall’isolazionismo dei Sempervirens: sono infatti molto meno limpide ma altrettanto agghiaccianti, anche se per motivi diversi. Un altro nome interessante proposto dall’italica net-label. http://www.vidioatak.org/ http://www.nightonearth.org

SempervirensSempervirensMainland Rain (Code: BKK019; Format: 320 Kbps Mp3). Quella dei Sempervirens è una proposta a metà strada tra il dark ambient classico e l’isolazionismo più spinto, in cui i suoni profondi e cupi sono ridotti al minimo, generando un flusso continuo di suoni molto inquietanti. I vari strati presenti si amalgamano al limite del silenzio e anche l’evoluzione dei brani è ridotta al minimo. Non posso certo dire che si tratta di qualcosa di assolutamente innovativo ma la freddezza del suono complessivo e l’accanimento con cui questo progetto musicale (del quale a dire il vero non so assolutamente nulla) segue la sua via verso gli abissi più vuoti e profondi lo rendono estremamente affascinante, tranquillamente al livello, o anche al di sopra, di molte produzioni “ufficiali”. Uno dei lavori migliori e più raggelanti fino ad oggi pubblicati dall’etichetta.

NoctifloraNoctifloraEdward (Code: BKK018; Format: 256 Kbps Mp3). Anche questa release si allontana dalla media delle produzioni che lo hanno preceduto, andando così a dimostrare che Benekkea non è un’etichetta esclusivamente dedicata a sonorità industrial, dark ambient o sperimentali: Edward è infatti un lavoro di stampo darkwave con una vena vagamente psichedelica. Il duo romano non nasconde assolutamente la sua passione per i Cure, inserendo in questa produzione una cover psichedelica di “A forest” (qui rinominata “Underwater forest”), peraltro nient’affatto malvagia. Suoni semplici e leggeri e, necessariamente, non innovativi ma comunque piacevoli, dopo tanta opprimente oscurità. L’amalgama è, secondo me, ancora da perfezionare e, a mio parere, un po’ di lavoro in più nell’arrangiamento dei brani (a volte fin troppo semplici e lineari) potrebbe portare a buoni frutti. Trattandosi di un esordio, lo accolgo con piacere e auguro ai miei due concittadini un “in bocca al lupo”! http://www.noctiflora.net/

Twilight InfernoTwilight InfernoShades of another world (Code: BKK017; Format: 192 Kbps Mp3). ConShades of another world dei Twilight Inferno ci si allontana un po’ dalle sonorità dei lavori che lo hanno preceduto, portando alla luce un lato leggermente più morbido e solare di Benekkea. Si tratta di una miscela, normalmente piuttosto morbida e accessibile, di musica elettronica di varie origini (dall’ambient al chillout), e qualche spruzzatina di psichedelia rock. Il progetto, che ci propone una musica puramente strumentale, ruota intorno allo svedese Henrick Nilsson, che sembra essere piuttosto prolifico, visto che questo è il suo undicesimo album a partire dal 1999 (da notare che ne ha pubblicato un altro esclusivamente scaricabile dal web, lo si può trovare sul sito del gruppo). Per quanto riguarda i miei gusti personali si tratta di musica un po’ troppo leggera e abbastanza lontana dai miei ascolti abituali per poterne valutare la qualità in modo sensato. In effetti il bello delle web label è anche il fatto che danno la possibilità di ascoltare e valutare personalmente. http://www.twilightinferno.com/

SounzcapaSounzcapaWinterscapes (Code: BKK016; Format: 256 Kbps Mp3). Sounzcapa è il progetto di un musicista ungherese che, a partire da una chitarra, tanti effetti e pochi strumenti elettronici piuttosto antiquati, riesce a creare una delle opere più disturbanti tra quelle pubblicate da Benekkea. Si tratta di otto registrazioni in presa diretta, tutte improvvisate, che mescolano i rumori generati dalla chitarra, spesso molto distorta ed effettata (talvolta, direi, mandata in loop in modo da creare strane strutture ritmiche) a suoni campionati e altri rumori di vario genere. Molti dei brani sono veramente ostici e distruttivi, sicuramente inadatti a un pubblico che non sia più che smaliziato. Queste sonorità non sono esattamente le mie preferite, ma credo si possa trattare di una sperimentazione di un certo interesse.

The FigureheadThe FigureheadThe Figurehead (Code: BKK015; Format: 256 Kbps Mp3). The Figurehead è il progetto personale del curatore di un’altra net label, la Mirakelmusik. Si tratta di un mini CD di durata abbastanza breve (meno di mezz’ora), principalmente basato su lenti e minimali drones che, più che inquietanti, sono glaciali. Il registro cambia solamente nel quarto brano, “The awekening” (a mio giudizio il meno riuscito), in cui si aggiungono delle possenti percussioni dal suono piuttosto sporco, che secondo me sono troppo in primo piano e fanno quasi scomparire i tappeti minimali che sono forse la caratteristica più piacevole del progetto: musica ridotta ai minimi termini, lunghi flussi di suoni interrotti di tanto in tanto da lontane percussioni e da inattesi ma non spiacevoli rigonfiamenti sonori. Un lavoro dai toni pacati e abbastanza delicati (in ambito dark ambient, naturalmente), senz’altro piacevole all’ascolto per il velo di malinconia che solleva.
OrnamentOrnamentEffortless (Code: BKK014; Format: 256 Kbps Mp3). Ornament è un altro progetto dark ambient italiano, creatura personale di Davide del Col che, insieme a Fabio Volpi, ha inciso alcuni lavori sotto il nome Echran; la release in oggetto è costituita da sei brani, alcuni dei quali piuttosto lunghi, basati su drone e strutture ripetitive che fanno senza dubbio riferimento ai classici lavori del genere proposto e li mescolano, però, alle strutture circolari tipiche di certa musica industriale dei tempi andati; tali strutture, laddove presenti, forniscono alla miscela sonora una sorta di intelaiatura ritmica caratterizzata da tempi lenti e che crea una sensazione ipnotica prossima a quella generata da certe macchine industriali. A ciò si aggiungano voci molto distorte in alcuni casi, o si sottragga quasi tutto in alcuni brani ridotti all’osso che, forse proprio per questo, risultano altrettanto stranianti, per ottenere un lavoro senz’altro molto interessante. http://www.echran.net/ornament/index.htm

D_SoundD_SoundReflections (Code: BKK013; Format: 256 Kbps Mp3). D_Sound è il progetto solista di Davide Sossi, uno dei componenti del progetto War Ki Par. Se nel progetto appena citato ci si muoveva in un ambito leggermente più “rock”, pur se in una forma abbastanza particolare, con questo Reflections, la cui registrazione risale al 2002, il musicista si sposta su territori più oscuri e ambientali, attraverso dieci gelidi brani a base di drones e percussioni più o meno lavorate secondo il caso e la situazione. Il risultato è un’opera dark ambient abbastanza classica, che si sposta poco dagli stilemi del genere ma che dimostra comunque buone capacità di creare atmosfere raggelanti; quasi sempre il suono è ridotto al minimo e così come le strutture ritmiche, presenti in pochissimi brani. Interessante è anche l’uso dei due canali che, nell’ascolto in cuffia, in diverse situazioni riesce a creare sensazioni di squilibrio e vertigine. L’album ha una struttura circolare, iniziando e finendo con i suoni di un temporale, durante il quale un anziano riflette sulla propria esistenza. http://www.dsound.it/

War Ki ParWar Ki ParGravità Sonore (Code: BKK012; Format: 256 Kbps Mp3). War Ki Par è un progetto costituito da tre elementi: Enrico Maria, Daniele de Battè e Davide Sossi; il trio si cimenta in quest’opera costituita da dodici brevi brani sperimentali (tutti privi di titolo) in cui vengono mescolati suoni acustici ed elettronici. Ne viene fuori un suono piuttosto astratto e generalmente poco uniforme, ma a tratti piuttosto interessante. Campioni di violini, chitarre improvvisate, brevi e nascosti drones, varie tipologie di percussioni e moltissimi altri suoni compongono la miscela proposta dal gruppo che, essendo molto variabile tra un brano e l’altro, può risultare abbastanza ostica nei frammenti più dadaisti ma sicuramente più semplice da approcciare in altri momenti, tanto da spingermi a considerare quest’opera come la più orecchiabile e più “suonata”, tra quelle sperimentali, di Benekkea. Ne viene fuori un prodotto decisamente interessante e al di fuori delle mode attuali, che in determinati brani (ad esempio il sesto) può ricordare certo post rock evoluto e libero da molti dei cliché con cui negli ultimi anni il genere ha dovuto fare i conti, in altri una strampalata new wave, o ancora una derivazione postindustriale. A mio giudizio, si tratta di un progetto molto interessante e da tenere sott’occhio. http://www.warkipar.it/

Noctiluca & MystifiedNoctiluca & MystifiedWaves and Secrets e.p. (Code: BKK011; Format: 192 Kbps Mp3). Interessante lavoro di cooperazione tra il boss di Benekkea e il progetto Mystified, che continua la sua collaborazione con l’etichetta italiana. Si tratta di un EP costituito da cinque brani per un totale di circa venti minuti; i primi quattro brani sono lavori di remix di Mystified su brani di circa un minuto creati da Noctiluca. L’ultimo brano, un po’ più lungo degli altri, è un lavoro di manipolazione di Noctiluca su musica creata da Mystified. Il risultato di questa collaborazione denota una certa differenza tra i primi quattro brani e l’ultimo; nel primo caso siamo in presenza di un’interessante forma di ambient piuttosto scura ma non abbastanza da definirla puramente dark ambient. Di certo l’impasto sonoro ha in sé tratti inquietanti e non mi riesce facilissimo trovare un riferimento molto vicino, anche a causa della presenza di strutture pseudomelodiche che danno un tocco di leggerezza in più. Nel secondo caso, invece, il suono è decisamente più devoto al rumore e più ostico, vicino al power noise ma di gran lunga meno distruttivo.http://www.mystifiedmusic.com/

Splinter vs StalinSplinter vs StalinIcore in Sani Apophis (Code: BKK010; Format: 192 Kbps Mp3). Anche questo stranissimo progetto (visitare il sito per credere) si muove nei territori ostili dell’elettronica estrema, con una forma di noise meno distruttiva rispetto a quella degli Adaptcore ma di certo non leggerissima. Rispetto a questi, che lavorano quasi unicamente con il rumore, Slinter vs Stalin fa uso di campioni più riconoscibili e alterna tratti di rumore pieno e snervante, momenti più oscuri e prossimi ai suoni dark ambient e tratti sperimentali che possono ricordare certi folli avanguardisti nipponici. Nel complesso Icore in Sani Apophis è un disco che non lascia indifferenti e nel suo ascolto bisogna stare ben attenti a non distrarsi, anche perché alcuni passaggi repentini rischiano di mettere a repentaglio il buono stato delle proprie coronarie. A questo va aggiunta la buona dose di ironia che fa da condimento, chiara fin da subito leggendo i titoli (come “Platone e le fragole ambigue”, “Scasazza chamber” o “Nigel Mansell”) sia nella folle biografia del gruppo (in cui si dichiara che Pupo guarda ai loro album con invidia). Anche in questo caso, comunque, l’ascolto è consigliato a chi ha una certa abitudine al noise industriale.http://www.komasolutions.it/splinter-vs-stalin/

AdaptcoreAdaptcoreIdle Process (Code: BKK009; Format: 192 Kbps Mp3). Con Adaptcore l’etichetta Benekkea si sposta sugli asperrimi territori del noise elettronico più estremo: Idle processè, ad oggi, quanto di più estremo la web label abbia pubblicato, essendo costituito da una lunga serie di brani (diciannove per un totale di oltre un’ora e dieci) costituiti dalla sovrapposizione di rumori generati da sorgenti generalmente impossibili da riconoscere. Questo musicista russo, chiamato Alexey Rodin, riesce senza grosse difficoltà a creare un’atmosfera opprimente come pochi altri utilizzando campioni (ad esempio brevi e distortissimi brani tratti probabilmente da trasmissioni radiofoniche o televisive) e quantità infinite di rumore e distorsioni varie: si alternano momenti di rumore bianco a fischi e trilli di vario genere a momenti, non meno folli, di suono leggermente più strutturato; c’è da aggiungere che si tratta di un concept album, infatti ogni brano ha come titolo una qualche fase di lavoro con il computer (da “Loading”, primo brano, fino al conclusivo “Shutdown”). Consigliato solo ad ascoltatori dallo stomaco forte. http://www.adaptcore-music.co.nr/

Mind InfinityMind InfinityThe third eye (Code: BKK008; Format: 256 Kbps Mp3). Mind Infinity è un altro progetto di Marco Grosso, ossia la mente unica dietro al progetto Ouroboros. I vari progetti di questo musicista sono alquanto differenti tra loro: qui si dedica ad una forma musicale molto morbida, una sorta di ambient con decise tendenze new age. In questo caso, però, tale definizione non deve essere vista con accezione negativa, poiché il risultato complessivo non è assolutamente malvagio: si tratta, infatti, di suoni minimali molto rilassanti in cui sulle morbide basi tipiche della musica new age, vengono inserite delicate percussioni etniche (piccole campane, gong e altro). In “Third eye” fa la sua comparsa un’arpa che suona una melodia che conosco bene, anche se non riesco a definire esattamente da dove sia tratta, che si ripete anche nella conclusiva “Dragonfly dreams”, dalle tinte orientaleggianti, in cui si aggiunge anche un flauto etnico. Non sono né un esperto né un grandissimo estimatore della new age, quindi i miei commenti devono essere presi senz’altro con le molle, ma devo ammettere che questo lavoro è senz’altro superiore a molte cose del genere ascoltate in passato. http://www.marcogrosso.cjb.net/

HapaxHapaxHome by home e.p. (Code: BKK007; Format: 256 Kbps Mp3). Una release che si distacca non poco da tutte quelle che l’hanno preceduta e che mi mette abbastanza in difficoltà per la recensione: infatti alterna momenti decisamente legati all’industrial più ritmico e tribale (a tratti può ricordare alla lontana certe opere dei Test Dept), tratti più vicini a certa trance evoluta, stralci di musica dance. Il passaggio da una forma all’altra è spesso repentino e inaspettato e può generare qualche difficoltà a chi apprezza solo alcune delle soluzioni scelte. Interessante è il tema che ha ispirato l’album, cioè una riflessione sulla guerra americana in Medio Oriente; potranno quindi essere trovati, nell’impasto sonoro, campionamenti di voci occidentali (discorsi militareschi di Bush?) e mediorientali (potrebbe trattarsi di un muezzin ma non ci giurerei), melodie e percussioni in stile arabo e fughe techno. Un lavoro non esattamente adatto a me ma che ho trovato a tratti abbastanza interessante; decisamente troppo spinti verso la techno, per i miei gusti, alcuni dei momenti più dance oriented.

MystifiedMystifiedSpacewater e.p. (Code: BKK006; Format: 192 Kbps Mp3). Questo EP è la seconda opera per Benekkea di questo prolifico progetto e, va detto subito, è abbastanza distante dal precedente in quanto ad ambientazioni. Si tratta inoltre di un lavoro caratterizzato da sonorità abbastanza diverse tra loro nei vari brani: si va da una forma di musica minimale, caratterizzata dall’uso di registrazioni ambientali misti a percussioni metalliche non meglio definite nell’iniziale “Garbage stew”, agli accenni quasi psichedelici di “Reptilia 2005”, per tornare a sonorità ambient leggermente più scure in “Airlock lounge” e concludere il lavoro con la breve “NepTune”, a metà strada tra quest’ultimo brano e il primo.http://www.mystifiedmusic.com/

Sepulcrum SpeiSepulcrum SpeiAlgor e.p. (Code: BKK005; Format: 256 Kbps Mp3). Questo dei Sepulcrum Spei è, a mio giudizio, uno dei prodotti più interessanti pubblicati da Benekkea. Si tratta di un’opera, purtroppo, piuttosto breve: quattro brani che complessivamente durano poco più di una ventina di minuti. La musica di Sepulcrum Spei è una bella fusione tra sonorità tipicamente dark ambient e dolci e minimali melodie di folk strumentale: sullo sfondo dei tipici rumori (drone, registrazioni ambientali, suoni di oggetti percossi o strofinati) si stagliano i suoni acustici del flauto e dell’arpa (dal timbro direi che si tratta di un’arpa celtica). Il suono che ne risulta è veramente minimale ma a mio parere interessante e personale come di rado capita di ascoltare ultimamente in questo genere. Non sono presenti né le pomposità neoclassiche né le pose militaristiche ormai regolarmente associate ai gruppi che si posizionano a metà strada tra la musica ambientale più oscura e il folk; di certo non manca, però, la capacità di creare atmosfere fosche e inquietanti e di aggiungervi una delicata nota acustica che le ammorbidisce un po’. Forse a tratti si può avere l’impressione che i brani si assomiglino un poco troppo tra loro ma, ciononostante, si tratta veramente di un bel lavoro.

EventideEventideSubalterns (Code: BKK004; Format: 256 Kbps Mp3). Gli Eventide sono un gruppo, ormai sciolto, che si muoveva nell’ambito del gothic metal; solo uno degli elementi del nucleo costituente è ancora attivo in un progetto black metal chiamato Chimera. L’EP in oggetto è costituito da tre brani per una ventina di minuti complessivi ed è caratterizzato da sonorità abbastanza tipiche del genere in cui è inserito: tratti più aggressivi in cui la voce si esprime attraverso lo screaming si alternano a slanci melodici e dilatati con cantato pulito, al di sopra delle immancabili chitarre e delle tastiere che abbracciano e amalgamano il complesso sonoro. Di certo non si tratta di un’opera che possa far gridare al miracolo né tantomeno di un lavoro innovativo ma può essere piacevole per gli appassionati di un genere che, anche tra i nomi più altisonanti, non fa certo dell’originalità un suo punto di forza.

OuroborosOuroborosSolve et Coagula e.p. (Code: BKK003; Format: 256 Kbps Mp3). Ouroboros non è un nome del tutto nuovo per i lettori di Ver Sacrum: poco più di un anno fa scrissi la recensione di Nigredo, di cui questo Solve et Coagula è il predecessore. Si tratta di un lavoro inciso nel 2004, della durata di circa un quarto d’ora, costituito da quattro brani elettronici dalla lenta evoluzione, a metà strada dalle sonorità cosmiche degli anni ’70 e quelle, più recenti, dell’ambient scura, caratterizzate però da interessanti intrusioni che ne aumentano la complessità e l’interesse: inserzioni di flauto o altri strumenti acustici che riportano a sonorità antiche o collage di suoni differenti sovrapposti tra loro, di estrazione molto più moderna. Questo lavoro, insieme a NigredoLunarya Fisica, è parte di una complessa opera che dovrebbe rappresentare il percorso alchemico che porta alla realizzazione della “Grande Opera”, attraverso i tre passi della Nigredo, Albedo e Rubedo; tale opera che è, a detta dell’autore, ancora solo all’inizio. Per quanto di breve durata, si tratta di una release interessante, malgrado il tema trattato possa apparire un po’ pretenzioso. Marco Grosso, deus ex machina del progetto, ha anche una serie di progetti paralleli di generi differenti che vanno dall’EBM di ispirazione ottantiana alla dance alla new age. http://www.marcogrosso.cjb.net/

MystifiedMystifiedMachines2 (Code: BKK002; Format: 192 Kbps Mp3). Mystified è un progetto (credo sia statunitense) dedito a diverse forme di musica sperimentale che, da quanto mi è dato di capire, è fortemente coinvolto nel mondo delle etichette in rete, avendo già pubblicato dei lavori per alcune di esse (Webbed Hand, Dreamland Recordings); ha anche lavorato in collaborazione con Robin Storey (Zoviet France, Rapoon) con cui ha pubblicato un CD per la Soleilmoon. Machines 2 è la prosecuzione ideale di un precedente lavoro, inciso per la Infinite Sector, dedicato al mondo delle macchine; da un punto di vista musicale si tratta di un lavoro non facilissimo da incasellare ma, direi, in qualche modo collegabile ad un’elettronica analogica un po’ demodé, su cui si sovrappongono ritmi dub e lente evoluzioni: sei brevi brani che si sviluppano nell’arco di una ventina di minuti per un ascolto un po’ fuori dagli schemi dell’elettronica per me più abituale. http://www.mystifiedmusic.com/

OraculumOraculumPropaganda del suicidio (Code: BKK001; Format: 224 Kbps Mp3). Benekkea è un’etichetta che si occupa di forme musicali abbastanza differenti tra loro, anche se un discreta parte del materiale pubblicato è legata a sonorità oscure e industriali. La seconda release pubblicata si allontana dalla “grey area” per posizionarsi all’interno del sottomondo metal: personalmente, non essendo un grande ascoltatore di questo tipo di sonorità, non mi sento in grado di dare giudizi approfonditi su questo lavoro, che comunque nel complesso trovo abbastanza gradevole, e mi limiterò a darne una breve descrizione. Si tratta di tre lunghi brani, la cui durata va dai tredici ai quindici minuti, di sonorità a metà strada tra il metal e certo noise di matrice post punk (anche se decisamente più spostata verso il primo estremo). La voce è filtratissima e quasi irriconoscibile nelle tonalità dello screaming tipico di certo metal estremo e i brani sono caratterizzati da tempi lenti e dilatati che possono ricordare certi vecchi lavori dei Godflesh, con i quali però le somiglianze non vanno molto più in là. A mio parere il difetto principale è l’eccessiva uniformità dei brani, abbastanza simili tra loro e con variazioni veramente minime al loro interno, caratteristica che può rendere l’ascolto un po’ pesante.

NoctilucaNoctilucaFragments, interludes and compositions… (Code: BKK000; Format: 192 Kbps Mp3). La prima release di questa net label italiana è il CD del progetto personale di colui che cura l’etichetta stessa. Si tratta di un lavoro costituito da vecchie registrazioni dark ambient che, pur non scostandosi eccessivamente dai canoni tipici del genere, sono a mio parere piuttosto riuscite per le atmosfere veramente pesanti che riescono a creare, affogando l’ascoltatore in foschissime ambientazioni, caratterizzate talvolta da lente percussioni marziali e inquietanti ticchettii, apparenti countdown per la fine del mondo. In alcuni brani (“Track”, ad esempio) ci si muove verso lidi più estremi, abbandonando i suoni d’ambiente per un rumorismo meno scuro (e non per questo meno inquietante) ma più radicale. Altri brani, (come “Root”) invece, iniziano molto più pacati e al limite del silenzio per poi crescere lentamente durante il loro sviluppo, altri ancora (“Saad”, in cui sono inseriti all’interno del suono i classici click del vinile danneggiato) sembrano essere volutamente “lo-fi” o frutto di sperimentazioni elettroniche meno asfissianti (“Unsane”). Si tratta quindi di un lavoro con diversi spunti interessanti, probabilmente ancora non perfettamente amalgamati ma che lascia ben sperare per le future release; nel complesso direi che si tratta di un inizio senz’altro incoraggiante, sia per l’etichetta sia per il progetto.

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