The Cruxshadows: Dreamcypher

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Ver Sacrum “Com’è il nuovo album dei Cruxshadows?”. “Come tutti gli altri”… e visto che al sottoscritto i dischi di Rogue & co. non sono mai dispiaciuti, non posso che apprezzare anche questo nuovo album, pur essendo perfettamente conscio della semplicità della formula della band americana. Applicando il principio matematico secondo cui “cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia”, i Cruxshadows hanno realizzato il loro solito disco elettro-goth, tanto accattivante quanto semplice; brani impostati sui consueti arpeggi di violino, synth e chitarre e la voce di Rogue come tratto dominante e caratterizzante. Niente di nuovo quindi, per una band che continuerà a dividere nettamente l’audience, tra estimatori e denigratori. Per chi li apprezza, “Dreamcypher” sarà un disco godibilissimo, ricco di potenziali “hits” come “Windbringer”, “Sophia”, Eye of the storm”, “Solus”, ecc… brani immediati, ballabili e melodici, con il consueto gusto dei Cruxshadows per temi epici e mitologici. Musica semplice, puro entertainment, certo, ma c’è chi fa male pure questo…..

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