Weltenbrand: The end of the wizard

0
Condividi:

Ver Sacrum A cinque anni di distanza dal precedente In Gottes oder des Teufels Namen esce il quarto lavoro di questa formazione proveniente dal piccolissimo Liechtenstein. La loro proposta musicale, tipicamente inserita nella corrente ethereal, risulta più solida e meno celestiale di quella di molti altri gruppi di tale ambito, risentendo di influssi metal, pur essendo priva di chitarre; l’uso di una sezione ritmica che scandisce cadenze tipicamente rock miscelato alle melodie generate da tastiere, violino e voci, rende l’impasto sonoro facilmente fruibile da un pubblico potenzialmente piuttosto ampio. Alcuni casi si nota un’ispirazione vagamente anni ’80 (come nelle basi elettroniche di “The French and the Wine”), in altri la melodia tende a diventare un po’ troppo melensa, correndo il rischio di far cadere alcuni brani nella trappola tesa da certo pop leggerino e di facile presa. Devo ammettere che è parecchio tempo che non ascoltavo i vecchi lavori dei Weltenbrand; forse a causa del fatto che, nel frattempo, mi è capitato di ascoltare numerosi gruppi di caratura molto elevata, forse a causa di una trasformazione della loro proposta musicale, non posso negare che li ricordavo a livelli più elevati di quelli espressi da questo The end of the wizard. Non si tratta di un disco brutto o spiacevole ma personalmente lo trovo un po’ troppo leggerino e scontato che, alla lunga, può annoiare un po’: da un gruppo di notevole esperienza c’era forse da aspettarsi qualcosa in più.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.