30 Seconds To Mars: A beautiful lie

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Ver Sacrum Sapete cosa hanno in comune Alexander, Urban legend, American psycho, Fight club, Requiem for a dream e Panic room? Sono tutti film ai quali ha preso parte l’attore trentaseienne Jared Leto, uno che non ha soltanto grande confidenza con l’ambiente hollywoodiano ma che, al pari della collega Juliette Lewis, ha intrapreso una doppia carriera artistica, sia nel mondo del cinema che in quello della musica. Nel 2000 ha infatti fondato col fratello Shannon i 30 Seconds To Mars, pubblicando l’omonimo album di debutto solo due anni dopo, ma nonostante quest’ultimo non abbia venduto moltissimo i due e i loro compagni d’avventura hanno deciso di riprovarci e hanno dato alle stampe il secondo cd, che negli USA è uscito un anno e mezzo fa e che invece in Europa è disponibile solamente dallo scorso febbraio. Difficile capire i motivi di tale (incredibile) ritardo, che però non ha impedito al quartetto di crearsi un discreto seguito e di farsi apprezzare anche da un pubblico diverso da quello di Mtv, che rimane comunque il principale fruitore della musica che esso propone. Di certo non si può negare che i brani contenuti in A beautiful lie siano leggerini e patinati, ma personalmente li trovo abbastanza “sinceri” ed intensi, oltre che molto gradevoli. Jared sarà anche un mezzo fighetto ma la voce ce l’ha e sa usarla bene, tanto da risultare convincente sia quando interpreta le parti più “sdolcinate”, sia quando si mette a urlare in puro stile screamo. Da queste ultime parole avrete capito che il territorio nel quale si muove la band è quello dell’emo-rock, un genere che ultimamente sta raccogliendo grossi consensi pure in Italia ma che è molto meno scontato di quanto sembra, visto che non è facile costruire pezzi che si reggono sul bilanciamento tra tensione e delicatezza, e quindi sull’accostamento tra aggressività e melodia. Da questo punto di vista mi pare che i 30 Seconds To Mars abbiano svolto un ottimo lavoro (grazie anche al loro produttore Josh Abraham, famoso per aver collaborato con Linkin Park, Orgy e Velvet Revolver…) e che il risultato sia più che apprezzabile sulla “lunga distanza”, dato che per tutta la sua durata il disco si mantiene su buoni livelli. Insomma, i grandi occhi verdi e i lineamenti angelici del bel Jared attireranno sì le teen-ager, ma per le sue qualità il gruppo si merita pure l’attenzione di un pubblico più adulto e più interessato alla vera sostanza delle cose.

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