80th Disorder: Transform

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Ver Sacrum Quando si parla di synth-pop si pensa immediatamente a tante formazioni inglesi degli anni ottanta, o tutt’al più a certe band tedesche che hanno ottenuto un grande successo nello stesso periodo, ma di rado si collega tale genere con le scene musicali di altri paesi. È stato quindi alquanto curioso scoprire che questi 80th Disorder provengono dalla fredda Finlandia, una nazione che, artisticamente parlando, è conosciuta più che altro per la miriade di gruppi metal e gothic rock ai quali ha dato i natali. A quanto pare però il combo in questione (formato da quattro ragazzi dai nomi impronunciabili, vedi ad esempio quello del bassista Marko Pyhähuhta…) ha ben poco in comune con gente come The 69 Eyes, Lordi o Stratovarius, e preferisce dedicarsi a sonorità un po’ più “delicate” (!!) di quelle proposte dai suoi famosissimi connazionali. Transform è infatti un lavoro rilassante e abbastanza raffinato, contenente canzoni dalla struttura semplice e immediata che, stando alla biografia in mio possesso, hanno risentito dell’influenza di mostri sacri come Cure, Ultravox e addirittura The Jam, anche se la musica del quartetto è stata spesso paragonata (dalla critica) a quella di un’altra grande band new wave degli anni ottanta, ovverosia i The Sound. Personalmente trovo che questi brani siano piuttosto piacevoli all’ascolto (e in particolar modo ho apprezzato la terza traccia, intitolata “Desolate journey”, che rispetto alle altre è un po’ più duttile e dinamica…), ma credo anche che il gruppo sia ancora un tantino acerbo e che sia tuttora in fase di rodaggio. L’augurio è quindi quello che, con il debut album che uscirà a fine anno, gli 80th Disorder riescano ad esprimere al meglio tutto il loro potenziale, sorprendendoci non solo per il fatto di essere finlandesi, ma anche e soprattutto grazie al loro sound!

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