Advocatus Diaboli: Sternenmarsch

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Ver Sacrum Attivi nella nativa Germania da una decina d’anni, pare che gli Advocatus Diaboli abbiano in patria un notevole successo e una fama consolidata, mentre qui da noi facciamo sinceramente fatica a distinguerli dalla valanga di proposte provenienti da quella parte d’Europa. Il quintetto, comunque, propone un gothic rock parecchio ibrido, che miscela sonorità gothic metal molto tastierose e sinfoniche (vorrei dire pompose…) ad elementi più sintetici che rimandano direttamente, a mio avviso, a realtà storiche della darkwave tedesca (perché no, Diary of Dreams…). Il disco è molto, ma molto uniforme nella qualità dei 10 pezzi proposti, e pur fancendosi ascoltare (magari mentre si fa altro, in casa..) è davvero difficile segnalare un episodio che spicchi sopra la media. Forse la title track, galoppante, metallica e anche adatta ai dance-floor, oppure “Nah bei Dir” dove è evidentissima l’ispirazione ai Diary of Dreams, oppure l’adrenalinica “Komm” dove il gothic metal convive bene con strutture elettroniche… Per il resto, nulla che ti rimanga in mente, nonostante il gruppo tenti di movimentare il tutto anche con l’alternanza delle parti vocali fra Thomas Jäkel, autore di tutti i pezzi, e Linda Weinman. Quest’ultima, peraltro, nonostante svolga -comprensibilmente- il ruolo di “ragazza immagine” del gruppo, non si distingue certo per un performance memorabile. Insomma, roba, volendo, per i fans di Asp, Unheilig o Samsas Traum, gli altri… vedano loro.

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