Controlled Collapse: Injection

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Ver Sacrum Dopo una lunga gestazione e preceduto da comparsate su alcuni sampler, ecco vedere la luce il primo album di Controlled Collapse. La one-man-band polacca è cresciuta sotto l’ala protettrice ed ispiratrice di Johan Van Roy e la cosa è palese nelle tracce di “Injection”, disco che non suonerà quindi particolarmente originale, ma che è decisamente ben fatto e si stacca con decisone dalle miriadi di bands che cercano (cone mediocri risultati) di emulare il sound di Suicide Commando. Brani oscuri, ritmati ed aggressivi, con buone potenzialità dance, senza scadere nel becero ed anche l’uso della voce, spesso irritante (almeno per le mie orecchie) a cui ricorrono le band harsch-elettro, è qui piu’ variegato e meno grezzo. Se brani come “Insane Asylum”, “Inject” e “Trust”, ecc… prendono forma secondo tutti i crismi dell’harsh-elettro, pezzi come “Liar” e “Selfless” risultano piu’ gradevoli alle mie orecchie anche grazie ad un uso meno distorto della voce, nonchè delle ritmiche indubbiamente coinvolgenti. A innalzare la qualità del disco e sopratutto a variarne il contenuto, contribuiscono in maniera determinante “Solitude” e “Fulfillment”, due dei migliori pezzi dell’album, che vedono rispettivamente la partecipazione alle vocals di Wendy Yanko (Flesh Field) e Darrin Huss (Psyche), portando il disco su lidi piu’ prossimi all’elettro-dark, prima dell’ atto conclusivo incarnato da “Memory of the past”. Un disco piu’ che buono ed una piacevole sorpresa, visto che non riponevo grosse aspettative su questo lavoro.

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