The Horrors: Strange house

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Ver Sacrum Gli Horrors sono inglesi, sono giovanissimi e hanno appena pubblicato il loro disco di debutto, ma non hanno nulla a che fare con il brit pop o la brand new wave. Faris Rotter (voce), Joshua Von Grimm (chitarra), Tomethy Furse (basso), Spider Webb (tastiere) e Coffin Joe (batteria) hanno formato una band piuttosto diversa dalle tante che provengono dal loro stesso paese (mi riferisco, ovviamente, all’attuale scena alternativa britannica…), non vestono casual e non propongono un sound che può essere apprezzato dal pubblico “indie”, difatti se ne vanno in giro con giacche e pantaloni attillati (e rigorosamente neri), beatleboots, acconciature sparate e make-up pesante, per non parlare poi della loro musica, che viene da più parti definita come “punk horror garage rock”! Da questo potrete capire che i nostri non sono degli incredibili innovatori (cosa che, peraltro, non si può dire neanche dei loro colleghi dediti al revival delle sonorità anni ottanta!), ma in compenso sanno scrivere canzoni accattivanti e dal tiro micidiale, che piaceranno ai fan dei Cramps ma anche ai punkettoni più oltranzisti, quelli che si infiammano solo nell’ascoltare roba marcia e grezza al punto giusto. Eh sì perché col marciume e il voodoobilly di scuola americana i cinque di Southend ci vanno proprio a nozze, basti pensare a brani scurissimi come “Sheena is a parasite”, “Gloves” o “Count in fives”, che non a caso sono stati i primi singoli estratti dall’album. Questi ultimi però non sono gli unici pezzi che mi hanno esaltato, infatti ho una particolare predilezione anche per “Little victories” (nel quale Faris canta più sguaiato che mai!), per “She is the new thing” (semplicissimo nella sua struttura, ma estremamente efficace) e per l’irresistibile “Draw Japan”. Difficile trovare dei difetti in Strange house, che suona come se fosse stato registrato negli anni sessanta e che è così carino da far perfino dimenticare che non propone nulla di nuovo, per cui non mi sforzerò di trovarne e mi limiterò a dirvi di tenere d’occhio questa formazione, senz’altro una delle più interessanti tra quelle “uscite allo scoperto” da inizio anno ad oggi.

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