Type O Negative: Dead again

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Ver Sacrum Per anni ho sostenuto che i Type O Negative fossero una delle gothic metal band più sottovalutate, e infatti ho sempre pensato che è anche merito loro se il genere appena nominato ha ottenuto un così grande successo (basti pensare all’enorme influenza che un disco come October rust ha avuto su tanti giovani musicisti…), ma è pur vero che se finora ho sempre avuto parole di elogio nei confronti del combo di Brooklyn ciò non significa che non riesca a riconoscerne i limiti e gli eventuali difetti. Uno dei tanti è che il quartetto ci mette una vita a confezionare un nuovo album (il precedente Life is killing me era uscito nel 2003…) e quando si decide a pubblicarlo ci infila dentro non meno di settanta minuti di musica, che in realtà sono difficilmente sopportabili anche quando si tratta di belle canzoni! Stavolta poi abbiamo a che fare con un lavoro un po’ discontinuo, che in alcuni momenti convince e in altri meno, ma che soprattutto non sembra essere così ispirato come i suoi predecessori. Ascoltandone le tracce viene da pensare che Peter Steele e compagni non abbiano avuto tutta questa gran voglia di perderci del tempo e abbiano quindi preferito fare una sorta di “collage” di quanto realizzato dai primi anni novanta ad oggi, riproponendo il classico sound “catacombale” che li ha resi famosi ma inserendo pure qualche parte più tirata, che ricorda ciò che il carismatico cantante faceva con la sua vecchia hardcore-metal band Carnivore (vedi ad esempio l’inizio di “Some stupid tomorrow”, decisamente grezzo e ultra-aggressivo!). In linea generale si può dire che Dead again suona molto heavy a potente, ma certi passaggi un po’ troppo autocelebrativi risultano davvero pesanti da digerire ed è abbastanza difficile spiegarsi il motivo per cui il gruppo ci ha voluto propinare una sorta di Bignami del “bravo musicista doom metal”, visto che un po’ tutti i brani sono pieni zeppi di soluzioni sonore già sentite un milione di volte (per lo meno in certe particolari sequenze, che qui ovviamente sono presenti in abbondanza…), oltre che ripetute all’infinito. Insomma, i Type O Negative o li si ama o li si odia, e io senza dubbio faccio parte della prima categoria, ma devo ammettere di essere rimasta alquanto delusa da questa release, dalla quale mi sarei aspettata qualche emozione in più e parecchia scontatezza di meno…

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